Il 57enne potrebbe essere accusato di maltrattamenti e indebito utilizzo di carte di credito

Potrebbe essere accusato di maltrattamenti e di indebito utilizzo di carte di credito l’imprenditore 57enne di Scandicci contro il quale il pubblico ministero di Firenze ha chiuso le indagini per la morte del padre: l’uomo, che secondo quanto ricostruito viveva da solo con l’anziano genitore, dopo la morte della madre qualche anno fa, percuoteva e strattonava il padre, come sembrerebbero confermare i segni e le tracce che gli inquirenti hanno trovato sul corpo dell’uomo al loro arrivo nell’abitazione di Scandicci.

Non solo maltrattamenti, perché a carico del 57enne potrebbe formalizzarsi anche l’accusa di indebito utilizzo di carte di credito, dato che avrebbe prelevato circa tremila euro da un bancomat, in operazioni differenti, mentre il padre era già morto o, comunque, stava morendo.

L’anziano, spiega La Nazione stamani, sarebbe stato lasciato anche privo di cure, dato che non avrebbe ricevuto alcuna assistenza per curare il femore rotto.

Già nel dicembre 2024 l'imprenditore era stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione dalla Corte di assise di Firenze con l'accusa di omicidio preterintenzionale della madre 88enne: l'avrebbe picchiata provocandone, senza volerlo, la morte. In quello stesso processo, era stato assolto dall'accusa di maltrattamenti ai danni del padre.

Fu la compagna del 57enne a dare l’allarme alle forze dell’ordine dopo che lo stesso imprenditore le aveva detto di aver trovato il padre senza vita. Ma al loro arrivo alla casa, l’uomo, che si prendeva cura del padre, non c’era.
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