Un palmarès da 32 titoli nazionali e 14 coppe non lascia spazio a dubbi: il Rapid Vienna è uno dei simboli più gloriosi del calcio austriaco. Eppure, nella sua storia ultracentenaria, si nasconde un capitolo singolare. Durante il periodo dell’Anschluss, l’annessione dell’Austria alla Germania di Hitler, il club viennese venne integrato nel sistema calcistico tedesco, riuscendo addirittura a vincere la coppa nazionale nel 1938 e il campionato nel 1941. Un episodio che testimonia come il calcio, spesso, rifletta le vicende della grande storia.
Lo Sportklub Rapid — privo ufficialmente del termine “Vienna” — nacque nel 1899 e porta con sé un rituale unico: il celebre Rapidviertelstunde, l’applauso collettivo che dal 75° minuto anima ogni partita, indipendentemente dal risultato. Tra le sue leggende figurano Josef Bican, Ernst Happel e Hans Krankl, protagonisti di un’epoca che regalò anche due Mitropa Cup e due finali di Coppa delle Coppe. L’ultimo trofeo risale però al 2008, e oggi la squadra di Peter Stöger cerca di rilanciare una tradizione che rischia di appannarsi.
Giovedì, all’Allianz Stadion di Hütteldorf — da cui il soprannome “Hütteldorfer” — il Rapid tornerà a incrociare la Fiorentina in una sfida che evoca ricordi recenti. Nell’agosto 2023 le due formazioni si affrontarono nel playoff di Conference League: vittoria austriaca per 1-0 all’andata, rimonta viola al Franchi con un 2-0 firmato dalla doppietta di Nico González. Due anni dopo, molto è cambiato su entrambi i fronti.
Nella rosa biancoverde sono rimasti soltanto pochi protagonisti di quella doppia sfida — tra cui il portiere Niklas Hedl e il capitano Matthias Seidl — mentre l’allenatore Stöger, ex giocatore del Rapid e con un passato sulle panchine di Borussia Dortmund e Ferencvaros, ha raccolto un’eredità difficile dopo anni di instabilità tecnica. Anche la Fiorentina, nel frattempo, ha vissuto una rivoluzione: da Italiano a Pioli passando per Palladino, con soli quattro reduci del 2023 (Dodò, Ranieri, Mandragora e Parisi) e diversi giovani oggi stabilmente in prima squadra.
Oggi Rapid e Fiorentina condividono lo stesso destino: un momento di crisi. Gli austriaci, battuti 4-1 dal Lech Poznan all’esordio europeo e reduci da un inatteso 0-2 casalingo contro il LASK, hanno infilato quattro sconfitte consecutive tra campionato e coppa. La Fiorentina, dal canto suo, vive un avvio di stagione complicato e ha urgente bisogno di ritrovare fiducia e punti per risalire la classifica e proseguire in Europa.
Lo Sportklub Rapid — privo ufficialmente del termine “Vienna” — nacque nel 1899 e porta con sé un rituale unico: il celebre Rapidviertelstunde, l’applauso collettivo che dal 75° minuto anima ogni partita, indipendentemente dal risultato. Tra le sue leggende figurano Josef Bican, Ernst Happel e Hans Krankl, protagonisti di un’epoca che regalò anche due Mitropa Cup e due finali di Coppa delle Coppe. L’ultimo trofeo risale però al 2008, e oggi la squadra di Peter Stöger cerca di rilanciare una tradizione che rischia di appannarsi.
Giovedì, all’Allianz Stadion di Hütteldorf — da cui il soprannome “Hütteldorfer” — il Rapid tornerà a incrociare la Fiorentina in una sfida che evoca ricordi recenti. Nell’agosto 2023 le due formazioni si affrontarono nel playoff di Conference League: vittoria austriaca per 1-0 all’andata, rimonta viola al Franchi con un 2-0 firmato dalla doppietta di Nico González. Due anni dopo, molto è cambiato su entrambi i fronti.
Nella rosa biancoverde sono rimasti soltanto pochi protagonisti di quella doppia sfida — tra cui il portiere Niklas Hedl e il capitano Matthias Seidl — mentre l’allenatore Stöger, ex giocatore del Rapid e con un passato sulle panchine di Borussia Dortmund e Ferencvaros, ha raccolto un’eredità difficile dopo anni di instabilità tecnica. Anche la Fiorentina, nel frattempo, ha vissuto una rivoluzione: da Italiano a Pioli passando per Palladino, con soli quattro reduci del 2023 (Dodò, Ranieri, Mandragora e Parisi) e diversi giovani oggi stabilmente in prima squadra.
Oggi Rapid e Fiorentina condividono lo stesso destino: un momento di crisi. Gli austriaci, battuti 4-1 dal Lech Poznan all’esordio europeo e reduci da un inatteso 0-2 casalingo contro il LASK, hanno infilato quattro sconfitte consecutive tra campionato e coppa. La Fiorentina, dal canto suo, vive un avvio di stagione complicato e ha urgente bisogno di ritrovare fiducia e punti per risalire la classifica e proseguire in Europa.
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