Ai domiciliari padre e figlio (e un arbitro): l’indagine partita da una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane

Una presunta rete di partite truccate è stata scoperta dalla procura di Reggio Calabria, che nella sua attività di indagine è riuscita a ricostruire una trama che arriva fino a Sesto Fiorentino, dove si trova l’agenzia di scommesse che, secondo gli inquirenti, avrebbe gestito il tutto.

Come scrive stamani il Corriere Fiorentino, un imprenditore di 60 anni di Sesto e suo figlio sono finiti agli arresti domiciliari, accusati di essere i finanziatori della rete. Con loro anche un arbitro, che si sarebbe ‘occupato’ di svolgere l’attività corruttiva vera e propria.

Secondo quanto riferito il quotidiano e ricostruito dalla procura calabrese, l’arbitro aveva il compito di avvicinare e corrompere i colleghi affinché pilotassero i risultati delle partite, mentre i due sestesi avrebbero gestito il denaro circolante attorno alle scommesse, anche appoggiandosi a provider non autorizzati dall’Unione europea, in questo modo cercando di non attirare l’attenzione.

Nel mirino degli inquirenti alcune partite fra Serie C e campionati Primavera.

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