La Fiorentina sta cercando di voltare pagina con decisione, avviando un nuovo corso tecnico e dirigenziale. Ieri mattina è stato confermato quanto previsto: Roberto Goretti è stato promosso direttore sportivo, un passo importante per garantire continuità e stabilità all’interno del club dopo le dimissioni di Daniele Pradè e l’esonero di Stefano Pioli. Nel pomeriggio, attraverso una call, la dirigenza ha compiuto il secondo passo decisivo: la scelta del nuovo allenatore, che sembra ormai certa. La scelta è ricaduta su Paolo Vanoli, ex tecnico del Torino, apprezzato per la grinta, la metodologia ereditata da Antonio Conte e la capacità di trasmettere carica e disciplina alla squadra. Dopo una breve valutazione di Roberto D’Aversa, Vanoli è diventato il candidato ideale per guidare la Fiorentina verso il rilancio in campionato e la salvezza, anche se l’esordio potrebbe slittare a dopo la sosta contro la Juventus, lasciando a Daniele Galloppa la panchina per la sfida con il Genoa.
E il Mainz? Ultima insieme all’Heidenheim in campionato ma tra le prime in Conference League, questa contraddizione accomuna Fiorentina e Mainz. Il percorso dei tedeschi in Europa è stato contenuto ma efficace, con due vittorie di misura: 1-0 contro l’Omonia (rigore di Amiri) e 1-0 contro lo Zrinjski (gol di Weiper). Il tecnico Bo Henriksen, sotto pressione per i risultati recenti, dovrebbe confermare la formazione tipo con il 3-4-2-1: in porta Zentner, difesa composta da Hance-Olsen a destra, Potulski al centro e Kohr a sinistra; centrocampo con Mwene, Amiri, Sano e Kawasaki; davanti all’unica punta Hollebarch agiranno Nebel e Lee Jae-Sung. La partita in Germania rappresenta quindi un banco di prova fondamentale: la Fiorentina dovrà dimostrare la capacità del nuovo corso tecnico di reagire e dare segnali concreti di rinascita, sia in Europa sia in chiave campionato.
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