Nessun intento ostracizzante dietro il gesto ma la volontà di chiedere un aiuto concreto

Come riportato stamani da La Nazione, che la scorsa settimana aveva raccolto il commento critico dello psichiatra Paolo Crepet sulla vicenda dello ‘sciopero dei bambini’ in una scuola elementare fiorentina, i genitori degli alunni e delle alunne che per due giorni non si sono recati a scuola hanno indirizzato una lettera, raccolta dallo stesso quotidiano, per spiegare i motivi della propria decisione.

Non c’è nessun intento ostracizzante, nessuna volontà di isolare il bambino, descritto come particolarmente vivace, a tratti manesco verso i compagni e le stesse maestre, quanto piuttosto quella di accendere i riflettori su una situazione ormai fuori controllo.

le mamme, infatti, ritengono che l’ordinaria vita scolastica sia diventata quasi impossibile e che serva attivare dei percorsi di sostegno a iuto concreto per il bambino, di modo che anche i compagni possano riprendere normalmente la didattica: interventi che, per il momento, non sono arrivati, lasciando di fatto soli la scuola, le maestre e le famiglie.

Della questione, ricorda La Nazione, si occuperà anche il Consiglio comunale, che oggi discuterà un’interrogazione a firma del consigliere di opposizione Paolo Bambagioni: la richiesta è che a muoversi siano i servizi sociali.
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