Un centinaio di manifestanti tra personale scolastico, rappresentanti delle istituzioni e famiglie, compresi giovani e giovanissimi studenti, ha dato vita oggi in piazza Duomo a Firenze a un presidio di protesta contro il piano nazionale di dimensionamento scolastico, che in Toscana provocherebbe l'accorpamento con altre scuole, fra le tante, del liceo classico Michelangiolo di Firenze e dell'Istituto Comprensivo Capraia e Limite.
"Siamo qui stamani per continuare a lottare contro la decisione scellerata del governo, che solo per fare cassa pensa a ridurre il numero delle scuole sul territorio nazionale", ha detto Emanuele Rossi, segretario generale Flc-Cgil di Firenze, chiedendo alla Regione Toscana di "continuare a sostenere il tessuto scolastico regionale" e non "accettare il diktat del Ministero e quindi procedere all'accorpamento di 16 scuole".
A giudizio del sindacato, il piano di dimensionamento potrebbe determinare la perdita di identità delle istituzioni scolastiche coinvolte; il depauperamento dell'offerta formativa e della qualità dell'insegnamento; disagi per studenti e famiglie; tagli al personale scolastico, con effetti sulla continuità educativa; il rischio di indebolire i presidi educativi all'interno dei territori.
Hanno portato il loro sostegno alle ragioni dei manifestanti rappresentanti dei comuni di Gambassi e Montaione (già coinvolto l'anno scorso nel rischio di accorpamento), Vinci, Montelupo ed Empoli.
Inoltre hanno partecipato una delegazione del liceo Michelangelo, la neoconsigliera regionale Brenda Barnini, la consigliera della Città Metropolitana Beatrice Barbieri e l'Assessora all'Istruzione del Comune di Firenze Benedetta Albanese.
Francesco Casini e Francesco Grazzini, consiglieri comunali di Italia Viva - Casa riformista a Firenze, hanno lodato l'emendamento presentato dal leader del partito Matteo Renzi "che istituisce un Fondo da 300 milioni di euro annui per contrastare il dimensionamento scolastico e gli accorpamenti degli istituti. E' un passaggio fondamentale: la nostra battaglia sul territorio per salvare il Liceo Michelangiolo e tutte le scuole della Toscana arriva ora in Parlamento, dove può trovare una risposta concreta. Ci auguriamo che tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento, sostengano questa proposta"
"Siamo qui stamani per continuare a lottare contro la decisione scellerata del governo, che solo per fare cassa pensa a ridurre il numero delle scuole sul territorio nazionale", ha detto Emanuele Rossi, segretario generale Flc-Cgil di Firenze, chiedendo alla Regione Toscana di "continuare a sostenere il tessuto scolastico regionale" e non "accettare il diktat del Ministero e quindi procedere all'accorpamento di 16 scuole".
A giudizio del sindacato, il piano di dimensionamento potrebbe determinare la perdita di identità delle istituzioni scolastiche coinvolte; il depauperamento dell'offerta formativa e della qualità dell'insegnamento; disagi per studenti e famiglie; tagli al personale scolastico, con effetti sulla continuità educativa; il rischio di indebolire i presidi educativi all'interno dei territori.
Hanno portato il loro sostegno alle ragioni dei manifestanti rappresentanti dei comuni di Gambassi e Montaione (già coinvolto l'anno scorso nel rischio di accorpamento), Vinci, Montelupo ed Empoli.
Inoltre hanno partecipato una delegazione del liceo Michelangelo, la neoconsigliera regionale Brenda Barnini, la consigliera della Città Metropolitana Beatrice Barbieri e l'Assessora all'Istruzione del Comune di Firenze Benedetta Albanese.
Francesco Casini e Francesco Grazzini, consiglieri comunali di Italia Viva - Casa riformista a Firenze, hanno lodato l'emendamento presentato dal leader del partito Matteo Renzi "che istituisce un Fondo da 300 milioni di euro annui per contrastare il dimensionamento scolastico e gli accorpamenti degli istituti. E' un passaggio fondamentale: la nostra battaglia sul territorio per salvare il Liceo Michelangiolo e tutte le scuole della Toscana arriva ora in Parlamento, dove può trovare una risposta concreta. Ci auguriamo che tutte le forze politiche, senza distinzione di schieramento, sostengano questa proposta"
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