Indagini della polizia municipale a Firenze su quale attività sia praticata nell'ex Convitto della Calza di Porta Romana, ex struttura religiosa che nel tempo ha subito una trasformazione urbanistica. La polizia locale deve stabilire se vi si svolga attività di affittacamere anziché, come previsto, quella di Spa, centro benessere come attività principale dotata di annessa foresteria. E' in corso un'attività d'indagine da alcuni giorni.
“Nel momento in cui sono arrivate le segnalazioni i nostri agenti hanno iniziato immediatamente a fare i controlli”, spiega la sindaca Sara Funaro. Le segnalazioni, anche diffuse via social e sulla Rete, riguardano l'andirivieni di turisti con valigie notati sul portone dell'ex convento, in piazza della calza. Un flusso di clienti come se si trattasse di quelli di un hotel, con bagagli al seguito, e non di un semplice centro benessere.
"Abbiamo dato mandato con gli assessori a tutti gli uffici competenti non solo di fare i controlli ma agire e agire in maniera più tempestiva possibile - afferma sempre Sara Funaro a margine di un incontro con la stampa -. Non accettiamo assolutamente che nella nostra città ci siano attività che non sono regolari. Gli uffici stanno facendo le verifiche, in conseguenza delle verifiche faranno tutti gli atti che sono conseguenti. Se ci sono irregolarità queste verranno segnalate e partiranno tutti gli atti che devono partire”.
L'assessore comunale all'urbanistica Caterina Biti ha spiegato che "c'è un'azione investigativa che la polizia municipale sta svolgendo. Stiamo verificando che tutte le cose messe in fila ci portino a individuare cose sanzionabili e appare evidente che queste ci siano. Il ristorante lì dentro non è insediabile nel direzionale perché" con la funzione "direzionale non è possibile mettere un ristorante. E anche se fosse possibile metterlo, loro non hanno la licenza".
"Stiamo mettendo in fila tutte le cose perché i provvedimenti che poi prenderemo siano anche sicuri, certi e inoppugnabili", ha aggiunto Caterina Biti ribadendo che "l'insegna stessa avrebbe bisogno di un'autorizzazione paesaggistica perché quello è un bene culturale, vincolato dalla soprintendenza in maniera diretta e non c'è neanche questa autorizzazione. La nostra polizia municipale ha già fatto una relazione piuttosto completa che è stata girata agli uffici di competenza. La direzione edilizia aveva mandato un avvio del procedimento che scade venerdì rispetto a tutta una serie di accertamenti che dobbiamo fare sul progetto: attendiamo eventuali memorie degli operatori e il 21 novembre si chiude questo procedimento con ulteriori controlli".
"Il Comune di Firenze c'è con gli occhi, faremo tutto quanto è possibile, è fattibile - ha concluso l'assessore - perché da questo punto di vista non permettiamo il rispetto delle regole, a noi non ce lo deve insegnare nessuno". Biti ha ricordato che "non è possibile che ci sia lo stesso Cin".
“Non permetteremo mancanze nel rispetto delle regole", "quando abbiamo incontrato gli operatori abbiamo chiarito cosa per noi è possibile fare all'interno della struttura, quali funzioni sono ammissibili e quali no; le verifiche devono essere il più accurate possibile perché eventuali provvedimenti devono essere precisi e inoppugnabili". Lo hanno dichiarato l'assessora all'urbanistica Caterina Biti e l'assessore allo sviluppo economico e al turismo Jacopo Vicini.
Vicini ha ricordato che "all'esterno della struttura c'è un'insegna che promuove un'attività di ristorazione che non può essere insediabile in questo luogo che ha destinazione d'uso direzionale. Il 30 ottobre scorso gli uffici delle attività economiche hanno espresso un esplicito diniego a una richiesta di subingresso nell'attività di somministrazione decaduta dal 2021".
"Rispetto alla parte edilizia, quindi alla conformità del progetto presentato rispetto a quello che è stato sviluppato, sono in corso verifiche che richiedono misurazioni e rilievi - ha affermato Biti -. Il settore edilizia ha dato avvio ad un procedimento che scade venerdì prossimo con ulteriori controlli rispetto a tutta una serie di accertamenti che dobbiamo fare, attendiamo entro la data di scadenza eventuali memorie da parte degli operatori".
“Nel momento in cui sono arrivate le segnalazioni i nostri agenti hanno iniziato immediatamente a fare i controlli”, spiega la sindaca Sara Funaro. Le segnalazioni, anche diffuse via social e sulla Rete, riguardano l'andirivieni di turisti con valigie notati sul portone dell'ex convento, in piazza della calza. Un flusso di clienti come se si trattasse di quelli di un hotel, con bagagli al seguito, e non di un semplice centro benessere.
"Abbiamo dato mandato con gli assessori a tutti gli uffici competenti non solo di fare i controlli ma agire e agire in maniera più tempestiva possibile - afferma sempre Sara Funaro a margine di un incontro con la stampa -. Non accettiamo assolutamente che nella nostra città ci siano attività che non sono regolari. Gli uffici stanno facendo le verifiche, in conseguenza delle verifiche faranno tutti gli atti che sono conseguenti. Se ci sono irregolarità queste verranno segnalate e partiranno tutti gli atti che devono partire”.
L'assessore comunale all'urbanistica Caterina Biti ha spiegato che "c'è un'azione investigativa che la polizia municipale sta svolgendo. Stiamo verificando che tutte le cose messe in fila ci portino a individuare cose sanzionabili e appare evidente che queste ci siano. Il ristorante lì dentro non è insediabile nel direzionale perché" con la funzione "direzionale non è possibile mettere un ristorante. E anche se fosse possibile metterlo, loro non hanno la licenza".
"Stiamo mettendo in fila tutte le cose perché i provvedimenti che poi prenderemo siano anche sicuri, certi e inoppugnabili", ha aggiunto Caterina Biti ribadendo che "l'insegna stessa avrebbe bisogno di un'autorizzazione paesaggistica perché quello è un bene culturale, vincolato dalla soprintendenza in maniera diretta e non c'è neanche questa autorizzazione. La nostra polizia municipale ha già fatto una relazione piuttosto completa che è stata girata agli uffici di competenza. La direzione edilizia aveva mandato un avvio del procedimento che scade venerdì rispetto a tutta una serie di accertamenti che dobbiamo fare sul progetto: attendiamo eventuali memorie degli operatori e il 21 novembre si chiude questo procedimento con ulteriori controlli".
"Il Comune di Firenze c'è con gli occhi, faremo tutto quanto è possibile, è fattibile - ha concluso l'assessore - perché da questo punto di vista non permettiamo il rispetto delle regole, a noi non ce lo deve insegnare nessuno". Biti ha ricordato che "non è possibile che ci sia lo stesso Cin".
“Non permetteremo mancanze nel rispetto delle regole", "quando abbiamo incontrato gli operatori abbiamo chiarito cosa per noi è possibile fare all'interno della struttura, quali funzioni sono ammissibili e quali no; le verifiche devono essere il più accurate possibile perché eventuali provvedimenti devono essere precisi e inoppugnabili". Lo hanno dichiarato l'assessora all'urbanistica Caterina Biti e l'assessore allo sviluppo economico e al turismo Jacopo Vicini.
Vicini ha ricordato che "all'esterno della struttura c'è un'insegna che promuove un'attività di ristorazione che non può essere insediabile in questo luogo che ha destinazione d'uso direzionale. Il 30 ottobre scorso gli uffici delle attività economiche hanno espresso un esplicito diniego a una richiesta di subingresso nell'attività di somministrazione decaduta dal 2021".
"Rispetto alla parte edilizia, quindi alla conformità del progetto presentato rispetto a quello che è stato sviluppato, sono in corso verifiche che richiedono misurazioni e rilievi - ha affermato Biti -. Il settore edilizia ha dato avvio ad un procedimento che scade venerdì prossimo con ulteriori controlli rispetto a tutta una serie di accertamenti che dobbiamo fare, attendiamo entro la data di scadenza eventuali memorie da parte degli operatori".
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