Il Teatro del maggio presenta nella prima settimana di dicembre (4,6 e 7) la Matthäus-Passion (Passione secondo Matteo), BWV 244 composta da Johann Sebastian Bach nel 1727 per l’ufficio luterano della Settimana Santa.
Il capolavoro di Bach fu presto dimenticato e solo un secolo dopo grazie a Zelter e al giovane Felix Mendelssohn venne eseguito a Berlino, ridando vita al capolavoro bachiano considerato ancora oggi un’icona musicale della confessione religiosa.
La Matthäus-Passion ha un’architettura colossale (che prevede solisti, un doppio coro e una doppia orchestra) e il testo prevede una nutrita schiera di personaggi che si alternano nelle tre ore dell’opera. I ruoli principali sono quelli di Gesù, l’Evangelista (a cui è affidato il compito della narrazione) Pietro e Pilato ai quali se ne aggiungono tanti altri portando una molteplicità di voci resa possibile grazie all’impiego del doppio coro. La grandezza della Passione non è solo una questione di qualità musicale: vi sono infatti Cantate nelle quali l'inventiva e il coraggio sperimentale dell'autore sono di gran lunga superiore. Si è sottolineato come nell'alternanza fra corali e arie, cori e recitativi, essa introduca nel racconto evangelico le pieghe emotive di un dramma barocco. La forza espressiva della Passione secondo Matteo sta dunque in un rovesciamento di prospettiva rispetto alla tradizionale narrazione della storia sacra.
L’opera è articolata in due ampie parti per una durata complessiva di quasi tre ore nelle quali i corali, le cantate e la musica di Bach vanno ad interagire perfettamente formando un vero e proprio capolavoro della musica sacra. Il maestro concertatore è Kent Nagano mentre come sempre il coro del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini.
Il capolavoro di Bach fu presto dimenticato e solo un secolo dopo grazie a Zelter e al giovane Felix Mendelssohn venne eseguito a Berlino, ridando vita al capolavoro bachiano considerato ancora oggi un’icona musicale della confessione religiosa.
La Matthäus-Passion ha un’architettura colossale (che prevede solisti, un doppio coro e una doppia orchestra) e il testo prevede una nutrita schiera di personaggi che si alternano nelle tre ore dell’opera. I ruoli principali sono quelli di Gesù, l’Evangelista (a cui è affidato il compito della narrazione) Pietro e Pilato ai quali se ne aggiungono tanti altri portando una molteplicità di voci resa possibile grazie all’impiego del doppio coro. La grandezza della Passione non è solo una questione di qualità musicale: vi sono infatti Cantate nelle quali l'inventiva e il coraggio sperimentale dell'autore sono di gran lunga superiore. Si è sottolineato come nell'alternanza fra corali e arie, cori e recitativi, essa introduca nel racconto evangelico le pieghe emotive di un dramma barocco. La forza espressiva della Passione secondo Matteo sta dunque in un rovesciamento di prospettiva rispetto alla tradizionale narrazione della storia sacra.
L’opera è articolata in due ampie parti per una durata complessiva di quasi tre ore nelle quali i corali, le cantate e la musica di Bach vanno ad interagire perfettamente formando un vero e proprio capolavoro della musica sacra. Il maestro concertatore è Kent Nagano mentre come sempre il coro del Maggio è diretto da Lorenzo Fratini.
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