Difesa: “Non lo soffocò, difficili manovre per metterlo a letto”

Sarà processato in rito abbreviato per la morte del padre, causata da suoi presunti maltrattamenti, Giampiero Burattini, 57 anni, di Scandicci (Firenze), imprenditore, che per questa vicenda è ora in carcere per pericolo di fuga. Il giudice dell'udienza preliminare Anna Liguori oggi ha aggiornato le parti al 29 gennaio 2026 per la discussione.
     
In precedenza Burattini era stato condannato in primo grado a 6 anni 8 mesi dalla corte di assise per l'omicidio preterintenzionale della madre - ci sarà processo di appello nel 2026 -, donna di 88 anni morta nel 2022 che lui avrebbe picchiato, senza volerla uccidere, in una pregressa vicenda di maltrattamenti in famiglia.

      
La morte del padre invece risale alla sera del 26 gennaio 2025. L'anziano, 84 anni, fu trovato deceduto in casa, nel letto, per un'asfissia come ha stabilito l'autopsia. Sul corpo, inoltre, aveva lividi. Secondo il pm Giacomo Pestelli è un decesso dovuto ai maltrattamenti del figlio, che era in casa con il genitore fino a poche ore prima del ritrovamento del cadavere e che poi si allontanò, vagando fino all'aeroporto di Fiumicino, salvo rientrare due giorni dopo a Firenze. Le luci accese dell'appartamento tradirono Giampiero Burattini; qualcuno avvisò i carabinieri e lo fermarono. Lo accusano di aver negato le cure al padre, un uomo di 110 chili costretto dall'infermità in sedia a rotelle, e di avergli causato la morte per soffocamento. Ma la difesa, avvocato Samuel Stampigli, nega i maltrattamenti. Inoltre per lui c'è prova della preoccupazione del figlio nelle chat con la compagna, dove manifesta difficoltà a spostare da sé il padre dalla carrozzina al letto, col rischio di caduta. E in precedenza quella, essendo anche figlio unico, di assisterlo al meglio dopo che appena un mese prima l'anziano aveva voluto l'allontanamento della badante.

    
"Il mio assistito dice di non essersi accorto di nulla, se c'è stata asfissia è stato un fatto accidentale nelle manovre per mettere nel letto il padre, che non deambulava - spiega l'avvocato Stampigli che ha chiesto il rito abbreviato - Inoltre abbiamo documenti che provano la sua dedizione nel dargli assistenza". L'allontanamento dalla casa il 26 gennaio 2025 viene spiegata dal difensore così: "Burattini scappò perché temeva di essere messo in carcere dato che c'era stata a fine 2024 la condanna per la morte della madre, la sua fu solo paura", "vagò solo due giorni restando in Italia, era in contatto con la compagna, tornò nella casa e si fece arrestare dai carabinieri".
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