Quello della sicurezza e della prevenzione è un tema in primo piano nel dibattito pubblico e politico italiano, capace di incidere fortemente sulla percezione della qualità della vita dei cittadini. Dall’ultima ricerca Changes Unipol elaborata da Ipsos sulle opinioni e il percepito dei fiorentini in merito alla sicurezza e alla microcriminalità nella propria città, emerge come di giorno a Firenze l’82% dei cittadini si senta al sicuro, mentre di notte quattro su dieci ammettono di avere timori. I luoghi percepiti come più a rischio sono il trasporto pubblico locale, indicato dal 76% del campione, e le fermate di bus, tram e pullman (75%). Preoccupano anche i quartieri e le zone periferiche (74%), ma desta attenzione anche il centro città, considerato insicuro dal 71% dei rispondenti, una delle percentuali più alte tra le grandi città italiane. Le zone residenziali risultano invece leggermente meno allarmanti, pur registrando un 70% di cittadini che esprimono timori nel frequentarle.
Particolarmente rilevante è la percezione della microcriminalità, considerata in aumento dal 65% dei fiorentini negli ultimi due o tre anni. Una percentuale che colloca Firenze al primo posto tra le principali aree metropolitane italiane, ben al di sopra della media nazionale del 51%. Per il 30% degli intervistati il fenomeno è rimasto invariato, mentre per il 5% è diminuito. Quanto alle cause della microcriminalità, il 45% dei cittadini punta il dito contro l’immigrazione incontrollata; seguono la diminuzione del ruolo educativo della famiglia (33%) e lo scarso controllo del territorio da parte delle autorità locali (32%). Il 31% indica invece la mancanza di misure preventive, come una maggiore presenza delle forze dell’ordine e una migliore collaborazione tra polizia e comunità. A incidere, secondo i fiorentini, sono anche l’uso di droghe (26%) e la povertà (22%, poco sopra la media nazionale del 19%).
Il giudizio sul ruolo delle forze dell’ordine è severo: solo il 38% dei cittadini ne riconosce l’efficacia nel garantire la sicurezza, mentre il 62% ne critica la capacità di prevenire i reati. Sul fronte della criminalità giovanile, il 91% dei fiorentini si dice preoccupato osservando il fenomeno a livello nazionale, ma nel proprio quartiere la percezione cambia nettamente: il 51% teme la presenza di baby gang, mentre il 49% non avverte il problema. Firenze registra inoltre la percentuale più bassa d’Italia di cittadini che temono che un proprio parente o amico possa essere coinvolto nella criminalità giovanile, pari al 34% contro una media nazionale del 44%.
Il tema della criminalità è molto presente negli spazi mediatici, anche se a Firenze trasmissioni e rubriche crime risultano meno seguite rispetto ad altre città: solo il 53% dei cittadini le consulta abitualmente, seconda percentuale più bassa a livello nazionale. Quanto all’impatto dell’informazione sulla percezione di sicurezza, il 41% dei fiorentini ritiene che l’attenzione mediatica non aumenti il senso di insicurezza, mentre il 39% sostiene l’opposto e il 20% non sa esprimere un’opinione. Nel dettaglio, emerge una città divisa: il 44% pensa che i media enfatizzino eccessivamente i fenomeni criminali, contribuendo a creare allarmismo, mentre il 43% è in disaccordo, percentuale più alta in Italia. Un ulteriore 44% giudica equilibrata la narrazione mediatica, ritenendo che i fatti di cronaca non vengano sovraesposti rispetto alla realtà; di opinione contraria è il 36% del campione.
L’indagine delinea quindi un quadro complesso: Firenze è una città attenta e sensibile al tema della sicurezza, preoccupata per l’aumento della microcriminalità e critica verso l’efficacia delle forze dell’ordine, ma allo stesso tempo meno incline rispetto ad altre realtà italiane a lasciarsi condizionare dal racconto mediatico.