Il 9 dicembre 2024 un’esplosione al deposito carburanti Eni di Calenzano provocò cinque morti, decine di feriti e ingenti danni a case e aziende. L’indagine della Procura di Prato ha portato a otto dirigenti Eni e due responsabili della ditta appaltatrice sotto avviso di garanzia per omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni personali e omissione delle tutele antinfortunistiche; la società madre è indagata per responsabilità amministrativa. L’incidente è stato ricostruito come conseguenza di manutenzione e carico autobotti svolti simultaneamente, ignorando i rischi per ragioni economiche.
Parallelamente sono in corso indagini ambientali per scarichi illeciti di acque reflue nel fosso Tomerello. Dopo il dissequestro del deposito, Eni, in collaborazione con le istituzioni locali, ha avviato la trasformazione dell’area in un polo di energie rinnovabili con un impianto fotovoltaico da 20 megawatt, destinando il 5% dei ricavi alla comunità.
Il 9 dicembre 2025 sarà inaugurato un memoriale per le vittime vicino al deposito e si terrà una cerimonia al Palazzetto dello sport con parenti e soccorritori. Il sindaco Giuseppe Carovani sottolinea la vicinanza alle famiglie e la resilienza della comunità nella fase di rinascita.
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