La decisione prende di sorpresa le opposizioni, che criticano

Come scrive stamani La Nazione, il Comune di Calenzano rinuncerà a costituirsi parte civile nel processo per l’esplosione nel deposito Eni dello scorso 9 dicembre 2024, incidente in cui persero la vita cinque persone.

La decisione è stata presa dopo l’accordo raggiunto con la stessa azienda e con la regione per la totale riconversione dell’impianto in un hub delle energie rinnovabili, un cambiamento radicale invocato da più parti già nelle settimane immediatamente successive alla tragedia.

Tuttavia, come spiega il quotidiano, la rinuncia alla costituzione in parte civile da parte del Comune prende di sorpresa le opposizioni, specialmente il Partito Democratico locale, che si esprime con scetticismo sulla decisione: secondo i dem locali, infatti, l’eventuale costituzione in parte civile avrebbe potuto portare ad una ricognizione di danni ben più alta rispetto ai 6,5 milioni pattuiti dall’ente con l’azienda. Inoltre, ricordano ancora i dem, la decisione di costituirsi in parte civile era stata presa dal Consiglio comunale, mentre il passo indietro è stato deciso senza una previa discussione.

Inoltre le opposizioni, continua il quotidiano, si mostrano scettiche sul futuro dell’area sul quale sorgeva il deposito, che potrebbe essere sfruttata non solo come hub per le rinnovabili ma come più ampia e articolata zona industriale.  
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