Associazione dei familiari: "Dopo 41 anni chiediamo ancora verità e giustizia”

Da carte riservate della Dda di Firenze, parte delle quali finite reperibili sul web, spunterebbe come novità il nome di un nuovo indagato per la Strage di Natale del treno Rapido 904 Napoli-Milano, quando il 23 dicembre 1984 l'esplosione di un ordigno posto in una carrozza causò 16 morti e 267 feriti nella galleria sull'Appennino fra Firenze e Bologna. E' un boss di camorra, Raffaele Stolder, 67 anni, iscritto nel 2023 dalla procura fiorentina nel registro degli indagati.
    Stolder è stato capo del clan omonimo, vicino al clan Giuliano di Forcella e sarebbe stato avvicinato dai Servizi segreti in epoca molto successiva alla strage, un ventennio dopo il 904. Una circostanza che contribuirebbe a rilanciare gli intrecci fra mafia, camorra, servizi deviati e estrema destra eversiva di cui è stato molto trattato nel tempo. Al riguardo, l'associazione dei familiari delle vittime spera in sviluppi importanti. "Dopo 41 anni chiediamo ancora verità e giustizia", dicono da Napoli. "La verità prima o poi si imporrà, come sempre si impone alla fine nella storia", ha sottolineato il prefetto della città partenopea Michele Di Bari. Commemorazioni anche sull'Appennino tosco-emiliano. A Vernio Loretta Pappagallo, superstite, parla di "nuovo spiraglio, ci sono concomitanze con la strage di via D'Amelio, sembra che l'esplosivo potrebbe essere lo stesso di quello del Rapido 904" e comunque "se risulta un nuovo indagato vuol dire che stanno indagando".
    Lo scoppio ci fu nella galleria della Direttissima, tra le stazioni di Vernio, in Toscana, e di San Benedetto Val di Sambro (Bologna), paesi dove oggi ci sono state cerimonie di ricordo. La Strage del Treno Rapido 904 viene considerata dagli specialisti come un fatto-cerniera, uno degli ultimi colpi di coda degli eventi che funestarono l'Italia sotto il nome 'strategia della tensione' e come attentato precursore delle mafie stragiste dei primi '90. Il presidente Mattarella nella commemorazione del 2024 per i 40 anni non ebbe esitazione a marcarla come "attacco eversivo".
    
Non è la prima volta che viene delineata l'ipotesi della presenza di elementi della criminalità organizzata, anche della camorra - insieme a pezzi deviati dei Servizi segreti, estremisti di destra e Cosa Nostra -, tra i responsabili. La Nazione oggi riporta che nel 2012 un pentito, Maurizio Ferraiuolo, nipote di Stolder, raccontò ai magistrati di aver saputo che lo zio intorno al 2007 avrebbe ricevuto la proposta di una specie di accordo da parte dei Servizi per tenere sotto controllo il territorio "di sua competenza" senza omicidi. Attinenza tra camorra e Servizi che, all'evidenza, è stata ritenuta meritevole di approfondimenti investigativi da parte della Dda fiorentina. L'ex procuratore di Firenze Filippo Spiezia già alla vigilia del Natale 2024 disse che nell'inchiesta sulla 'strage di Natale' del Rapido 904 erano confluiti atti dei Servizi "declassificati" dall'Archivio storico dello Stato a Roma e atti giudiziari di altre sedi.

    
Per la Strage del Rapido 904 ci sono condanne in giudicato per Pippo Calò, il cassiere della mafia, (ergastolo), e il tedesco Federico Schaudinn trafficante ed esperto di armi ed esplosivi (22 anni). Nel corso del tempo per la stessa strage fu processato Totò Riina come mandante; fu assolto in primo grado, poi la sua morte fece estinguere il processo d'appello quando la corte aveva deciso di far riaprire l'istruttoria. Già a suo tempo il procuratore Pier Luigi Vigna aveva individuato come zona d'ombra l'ipotesi della camorra nella strage, in relazione a collegamenti col clan di Giuseppe Misso, boss del rione Sanità di Napoli'. Furono condannati Misso, due suoi uomini e l'ex parlamentare Msi Massimo Abbatangelo, all'ergastolo per strage, ma vennero assolti poi dall'accusa più grave e ritenuti solo responsabili per detenzione e porto dell'esplosivo utilizzato per la strage'.
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