Nel centro storico di Firenze decine di senzatetto sopravvivono tra marciapiedi, piazze e angoli nascosti. Giovani come un’adolescente ucraina vivono sotto tende di fortuna, senza soldi e con la speranza di tornare a casa. Altri, come Mario con il suo cane Rocky o Boris dall’accento dell’est, affrontano il freddo e la pioggia, contano sulle elemosine e sulle offerte di passanti occasionali.
I piattini degli ultimi restano spesso vuoti, e le giornate scorrono tra attese, piccoli gesti di generosità e sopravvivenza. Intorno a loro, la città sembra ignara: turisti distratti, cittadini presi dai loro schermi e una Firenze che è diventata frenetica, lontana dai piccoli gesti di attenzione verso chi vive ai margini. Gli invisibili, pur presenti ad ogni angolo, passano quasi inosservati, testimoni silenziosi di una realtà che molti preferiscono non vedere.
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