Venezuelani a Firenze plaudono all'intervento Usa per rimuovere il dittatore Nicolas Maduro. Così una manifestazione, con circa 70 persone, in piazza Santa Maria Novella. Molto colore e tante bandiere. "L'arresto di Maduro - dice Simon Gabriel Rodriguez, esule in Toscana - è importante ma lo scenario resta delicato. Il regime non si sgonfierà finché ci saranno persone che fanno parte di quel governo. Serve un patto nazionale in cui cooperino persone volenterose. Serve che il popolo venezuelano venga interpellato".
Rodriguez, in Italia dal 2016, ha raccontato d'essersi trasferito "a 15 anni perché a Caracas la situazione era insostenibile. Più volte sono stato rapinato in strada. Mi hanno caricato nell'auto di coloro che volevano rapinare me e la mia famiglia. Sono stato fortunato ma da quel momento con mia madre e mio nonno, nato a Firenze, abbiamo scelto di tornare in Toscana". E' a Caracas il padre: "Ha difficoltà a comprare cibo e a procurarsi medicinali" invece "a livello politico, finché non ti esponi non rischi la prigione, ma il problema è sopravvivere".
Claudia Romero ha parlato "di momento liberatorio, siamo qui a festeggiare. Ora il nostro obiettivo è che possano esser liberati i prigionieri politici. Questo è il primo passo, tanti nomi devono essere fatti: più persone di quel giro saranno prese e più velocemente si sgonfierà il regime. Abbiamo tolto un tiranno ma ancora c'è la tirannia". Niente striscioni per Trump ma, ha aggiunto Romero, "voglio ringraziarlo perché è riuscito a avere un coraggio che molti non hanno avuto".
Rodriguez, in Italia dal 2016, ha raccontato d'essersi trasferito "a 15 anni perché a Caracas la situazione era insostenibile. Più volte sono stato rapinato in strada. Mi hanno caricato nell'auto di coloro che volevano rapinare me e la mia famiglia. Sono stato fortunato ma da quel momento con mia madre e mio nonno, nato a Firenze, abbiamo scelto di tornare in Toscana". E' a Caracas il padre: "Ha difficoltà a comprare cibo e a procurarsi medicinali" invece "a livello politico, finché non ti esponi non rischi la prigione, ma il problema è sopravvivere".
Claudia Romero ha parlato "di momento liberatorio, siamo qui a festeggiare. Ora il nostro obiettivo è che possano esser liberati i prigionieri politici. Questo è il primo passo, tanti nomi devono essere fatti: più persone di quel giro saranno prese e più velocemente si sgonfierà il regime. Abbiamo tolto un tiranno ma ancora c'è la tirannia". Niente striscioni per Trump ma, ha aggiunto Romero, "voglio ringraziarlo perché è riuscito a avere un coraggio che molti non hanno avuto".
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