Col rigetto delle eccezioni della difesa, entrerà nel merito il processo per l'omicidio di Maati Moubakir, il ragazzo di 17 anni inseguito dopo la discoteca e accoltellato e ucciso dal branco la notte del 29 dicembre 2024 nel centro di Campi Bisenzio. Oggi la corte d'assise di Firenze ha stabilito che all'udienza del prossimo 19 gennaio saranno proiettati due filmati che riprendono l'aggressione di cui il ragazzo fu vittima e saranno sentiti gli investigatori che hanno condotto le indagini. La visione delle immagini disponibili daranno il via concreto alla discussione dei fatti.
Gli imputati sono cinque: Diego Voza, 18 anni; il fiorentino Denis Alexander Effa Ekani, 22 anni, Denis Mehmeti, 20 anni, il pratese Ismail Arouii, 20 anni; Francesco Pratesi anche lui fiorentino di Campi, 18 anni. Per tutti loro l'accusa è concorso in omicidio volontario aggravato dall'aver agito per futili motivi e con crudeltà, per la particolare efferatezza dell'azione criminosa e la giovanissima età.
La corte di assise oggi ha respinto le eccezioni dei difensori che avevano chiesto la nullità del decreto di citazione con rinvio degli atti in procura a causa della indeterminatezza della condotta e delle aggravanti contestate nel capo di imputazione ai cinque imputati. Rigettata anche una questione di illegittimità costituzionale legata alla riforma dell'accesso al rito abbreviato.
In tribunale erano presenti i familiari di Maati ma anche numerosi amici sia della vittima, sia degli imputati. Ma per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, già dalla precedente udienza, la presidente Dolores Limongi ha ammesso la presenza di sole 25 persone in aula. Il processo si svolge all'aula bunker di Santa Verdiana.
Gli imputati sono cinque: Diego Voza, 18 anni; il fiorentino Denis Alexander Effa Ekani, 22 anni, Denis Mehmeti, 20 anni, il pratese Ismail Arouii, 20 anni; Francesco Pratesi anche lui fiorentino di Campi, 18 anni. Per tutti loro l'accusa è concorso in omicidio volontario aggravato dall'aver agito per futili motivi e con crudeltà, per la particolare efferatezza dell'azione criminosa e la giovanissima età.
La corte di assise oggi ha respinto le eccezioni dei difensori che avevano chiesto la nullità del decreto di citazione con rinvio degli atti in procura a causa della indeterminatezza della condotta e delle aggravanti contestate nel capo di imputazione ai cinque imputati. Rigettata anche una questione di illegittimità costituzionale legata alla riforma dell'accesso al rito abbreviato.
In tribunale erano presenti i familiari di Maati ma anche numerosi amici sia della vittima, sia degli imputati. Ma per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, già dalla precedente udienza, la presidente Dolores Limongi ha ammesso la presenza di sole 25 persone in aula. Il processo si svolge all'aula bunker di Santa Verdiana.
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