Con il pretesto di offrirle aiuto nel cercare le amiche, l'hanno accompagnata in un'area verde, fuori da una discoteca a Certaldo (Firenze) e l'hanno violentata, la sera del 10 novembre 2024. Poi i due giovani, nordafricani, sono fuggiti, abbandonando la studentessa di 16 anni sotto choc dietro alcuni alberi. Grazie alla denuncia della ragazza ci sarà il processo. E' quanto riporta l'edizione odierna del Corriere Fiorentino.
Il gup Fabio Gugliotta ha rinviato a giudizio un cittadino marocchino, 21 anni, con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Aspetterà nel carcere di Bolzano, dove è stato arrestato, la prima udienza, fissata il prossimo 10 aprile. Per il 21enne, il difensore ha chiesto gli arresti domiciliari, ma la procura si è opposta, poiché è senza fissa dimora e privo di un lavoro. Il gup si è riservato la decisione.
L'altro imputato, sempre nordafricano, è riuscito a fuggire rendendosi irreperibile: per lui il procedimento resterà sospeso finché non sarà rintracciato dalle forze dell'ordine. La ragazza, secondo quanto riportato ancora dal quotidiano, ieri, era in aula, al fianco del suo legale Cristina Bartaloni, e si costituirà parte civile al processo. C'era anche il ragazzo che ha riconosciuto come chi, quella sera, le ha teso una mano e poi l'ha assalita.
Quella sera le amiche si ritrovano in discoteca, i cocktail, le danze con la musica ad alto volume. La 16enne, riporta ancora il Corriere Fiorentino, è stordita dall'alcol, perde di vista le compagne di divertimento e prova a cercarle poi inizia a parlare con due ragazzi, della sua stessa età o poco più grandi ai quali chiede aiuto e che si offrono di accompagnarla fuori dal locale per rintracciare le amiche. Dopo aver lasciato la discoteca, scatta la trappola. I ragazzi, hanno ricostruito le indagini, conducono la giovane in un'area verde, la scaraventano a terra e la violentano, lei urla, cerca di allontanarli con calci e pugni ma è tutto vano. Poi l' abbandonano a terra e fuggono. La ragazza riesce ad alzarsi e trova le amiche che la stavano cercando. Poi viene portata al pronto soccorso e presenta denuncia. Partono le indagini dei carabinieri e grazie alle tracce biologiche sugli indumenti viene identificato il dna dei due aggressori. Uno viene arrestato, l'altro riesce a far perdere le tracce.
Il gup Fabio Gugliotta ha rinviato a giudizio un cittadino marocchino, 21 anni, con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Aspetterà nel carcere di Bolzano, dove è stato arrestato, la prima udienza, fissata il prossimo 10 aprile. Per il 21enne, il difensore ha chiesto gli arresti domiciliari, ma la procura si è opposta, poiché è senza fissa dimora e privo di un lavoro. Il gup si è riservato la decisione.
L'altro imputato, sempre nordafricano, è riuscito a fuggire rendendosi irreperibile: per lui il procedimento resterà sospeso finché non sarà rintracciato dalle forze dell'ordine. La ragazza, secondo quanto riportato ancora dal quotidiano, ieri, era in aula, al fianco del suo legale Cristina Bartaloni, e si costituirà parte civile al processo. C'era anche il ragazzo che ha riconosciuto come chi, quella sera, le ha teso una mano e poi l'ha assalita.
Quella sera le amiche si ritrovano in discoteca, i cocktail, le danze con la musica ad alto volume. La 16enne, riporta ancora il Corriere Fiorentino, è stordita dall'alcol, perde di vista le compagne di divertimento e prova a cercarle poi inizia a parlare con due ragazzi, della sua stessa età o poco più grandi ai quali chiede aiuto e che si offrono di accompagnarla fuori dal locale per rintracciare le amiche. Dopo aver lasciato la discoteca, scatta la trappola. I ragazzi, hanno ricostruito le indagini, conducono la giovane in un'area verde, la scaraventano a terra e la violentano, lei urla, cerca di allontanarli con calci e pugni ma è tutto vano. Poi l' abbandonano a terra e fuggono. La ragazza riesce ad alzarsi e trova le amiche che la stavano cercando. Poi viene portata al pronto soccorso e presenta denuncia. Partono le indagini dei carabinieri e grazie alle tracce biologiche sugli indumenti viene identificato il dna dei due aggressori. Uno viene arrestato, l'altro riesce a far perdere le tracce.
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