Per il momento mancano le linee guida da seguire in situazioni del genere: una legge potrebbe colmare la lacuna

La sentenza con la quale la Cedu ha condannato l’Italia per la morte di Riccardo Magherini, avvenuta a Firenze nella notte del 3 marzo del 2014, potrebbe avere delle conseguenze piuttosto importanti sulla condotta delle forze dell’ordine in situazioni particolari come, appunto, quella della necessità di immobilizzare un soggetto.

Una situazione che ebbe esiti tragici quella notte, che secondo l’avvocato Fabio Anselmo, questa mattina intervistato da La Nazione, fu dovuta soprattutto al fatto che all’epoca mancavano linee guida generali per gestire casi molto delicati: c’era una circolare interna al corpo dei carabinieri, ma allora, come oggi, mancavano indicazioni generali.

Una mancanza, spiega il legale al quotidiano, che adesso dovrà essere colmata attraverso l’implementazione di corsi e insegnamenti specifici per la formazione degli agenti in servizio. I più recenti sviluppi legislativi, spiega ancora l’avvocato, non sembrano però andare nella direzione della formazione del personale dell’Arma.

Per questo servirà al più presto una legge che regoli e disciplini le norme di comportamento da attuare in queste situazioni.
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