Residenti e comitati denunciano torri troppo alte e perdita di luce: «Siamo murati in casa»

I residenti di via San Gallo e delle strade limitrofe si mobilitano contro la trasformazione dell’ex ospedale militare in un resort di lusso. La protesta prende forma in un esposto alla Procura e in una petizione indirizzata al Comune, dopo che lo scheletro di una delle due nuove torri, alta 23 metri, ha già iniziato a oscurare finestre e affacci di edifici storici, alcuni risalenti al Quattrocento.

L’iniziativa è promossa dal comitato Salviamo Firenze: 114 residenti hanno firmato un documento per rivendicare il «diritto alla luce del sole» e denunciare una situazione che li vede, di fatto, «murati in casa». L’esposto, redatto dall’avvocato Urbano Rosa con il supporto tecnico di urbanisti, chiede verifiche urgenti sulla conformità urbanistica ed edilizia dei lavori e, se necessario, la sospensione immediata del cantiere.

Al centro delle contestazioni ci sono le altezze delle nuove costruzioni — fino a dieci metri in più rispetto agli edifici circostanti — che, secondo i firmatari, violerebbero le norme per i centri storici previste dal decreto ministeriale 1444/68. Vengono inoltre sollevati dubbi sulla saturazione delle corti interne, su possibili demolizioni di parti storiche vincolate e sulla procedura di pianificazione che ha visto lo stesso studio coinvolto sia nella variante urbanistica sia nel progetto per il privato.

Richiamando anche il Piano del Paesaggio del 2015 per i siti Unesco, i residenti temono un nuovo “ecomostro” nel cuore della città. Le testimonianze raccontano di case private della luce naturale, della vista e della privacy: «Non vedo più il sole fino al pomeriggio», dicono, mentre cresce la rabbia per quello che viene percepito come un doppio standard nelle regole urbanistiche.

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