Venerdì prossimo 6 febbraio il Teatro del Maggio presenta un programma interamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart diretto ancora una volta dal Maestro Zubin Mehta che dopo il successo dell’ultimo concerto con sinfonie di Schubert e Čajkovskij torna sul podio del Maggio per dirigere le ultime tre sinfonie del genio di Salisburgo: la Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K. 543, la n. 40 in sol minore K. 550 e la celeberrima Jupiter n. 41 in do maggiore K. 551.
Le tre sinfonie furono composte in rapida successione durante l'estate del 1788 e molto probabilmente suonate per la prima volta nell’autunno dello stesso anno.
La Sinfonia n. 39 nella sua tonalità di Mi bemolle maggiore, espressione di nobiltà e profondità d'animo, per molti esperti sottintende un'allusione alla simbologia massonica, perché i tre bemolli segnati all'inizio del rigo del pentagramma formano un triangolo, e gli accordi ribattuti all'inizio del primo movimento ricordano il modo di bussare tipico dei massoni. Mozart articola come sempre la partitura in quattro movimenti ma al posto degli usuali oboi, preferisce utilizzare due clarinetti al fine di ottenere sonorità più morbide; la strumentazione comprende anche flauto, due fagotti, due corni, due trombe, timpani e archi.
La sinfonia n. 40 sol minore K. 550 nella triade mozartiana spetterebbe la funzione di Sinfonia notturna, o romantica. La tonalità e l'organico la collegano infatti al passato Mannheimer di Mozart, che di altre Sinfonie in sol minore scrisse solamente la K. 183 nel 1773. La Sinfonia n. 40 proprio per questo è stata la prediletta nell'età romantica e ancora oggi risulta essere la più popolare tra tutte le sinfonie di Mozart ammantata di colori quasi lividi, percorsa da un'agitazione oscura, angosciata da una tensione senza sbocco, come una tragedia interiore che si svolga sotto la minaccia d'una forza trascendente e fatale.
Chiude la triade proposta, e con essa la produzione sinfonia mozartiana, la Jupiter in do maggiore che a detta dei critici risulta essere una sorta di apoteosi della forma sonata, estesa eccezionalmente a ciascuno dei quattro movimenti e rivitalizzata da un uso organico del contrappunto che Mozart usa per conquistare nuovi spazi espressivi, arcate e tessiture sinfoniche fino ad allora mai utilizzate.
Il concerto che avrà inizio come sempre alle 20 ha una durata di 2 ore compreso l’intervallo e, vista la grande rilevanza del programma e la direzione di Zubin Mehta, ha ancora pochissimi biglietti a disposizione del pubblico.
Le tre sinfonie furono composte in rapida successione durante l'estate del 1788 e molto probabilmente suonate per la prima volta nell’autunno dello stesso anno.
La Sinfonia n. 39 nella sua tonalità di Mi bemolle maggiore, espressione di nobiltà e profondità d'animo, per molti esperti sottintende un'allusione alla simbologia massonica, perché i tre bemolli segnati all'inizio del rigo del pentagramma formano un triangolo, e gli accordi ribattuti all'inizio del primo movimento ricordano il modo di bussare tipico dei massoni. Mozart articola come sempre la partitura in quattro movimenti ma al posto degli usuali oboi, preferisce utilizzare due clarinetti al fine di ottenere sonorità più morbide; la strumentazione comprende anche flauto, due fagotti, due corni, due trombe, timpani e archi.
La sinfonia n. 40 sol minore K. 550 nella triade mozartiana spetterebbe la funzione di Sinfonia notturna, o romantica. La tonalità e l'organico la collegano infatti al passato Mannheimer di Mozart, che di altre Sinfonie in sol minore scrisse solamente la K. 183 nel 1773. La Sinfonia n. 40 proprio per questo è stata la prediletta nell'età romantica e ancora oggi risulta essere la più popolare tra tutte le sinfonie di Mozart ammantata di colori quasi lividi, percorsa da un'agitazione oscura, angosciata da una tensione senza sbocco, come una tragedia interiore che si svolga sotto la minaccia d'una forza trascendente e fatale.
Chiude la triade proposta, e con essa la produzione sinfonia mozartiana, la Jupiter in do maggiore che a detta dei critici risulta essere una sorta di apoteosi della forma sonata, estesa eccezionalmente a ciascuno dei quattro movimenti e rivitalizzata da un uso organico del contrappunto che Mozart usa per conquistare nuovi spazi espressivi, arcate e tessiture sinfoniche fino ad allora mai utilizzate.
Il concerto che avrà inizio come sempre alle 20 ha una durata di 2 ore compreso l’intervallo e, vista la grande rilevanza del programma e la direzione di Zubin Mehta, ha ancora pochissimi biglietti a disposizione del pubblico.
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