"L'apertura immediata di un corridoio umanitario sicuro per Kobane, città a nord della Siria, la protezione dei civili, il rispetto degli effetti del cessate il fuoco, l'avvio di negoziati politici reali e un intervento immediato delle agenzie Onu per prevenire morti evitabili": sono tra le richieste avanzate oggi a Firenze in occasione della manifestazione regionale dal titolo 'Defend Rojava'.
I manifestanti, circa 200 secondo gli organizzatori, si sono mossi in corteo con partenza da piazza Santa Maria Novella e arrivo sotto la prefettura in via Cavour. L'obiettivo, è stato spiegato, è "lanciare un allarme urgente sulla drammatica situazione umanitaria in corso nella città di Kobane. Denunciamo con forza il silenzio e l'inazione della comunità internazionale di fronte a un assedio che colpisce direttamente la popolazione civile, in violazione del diritto internazionale umanitario". "Serve aprire un corridoio umanitario perché ci sono persone senza luce e acqua, alcune hanno bisogno di medicine", ha commentato Erdal Karabey, portavoce della comunità curda in Toscana.
"Dal nord-est della Siria arrivano notizie di un nuovo cessate il fuoco e di un accordo che porterebbe a integrare con il resto dello Stato l'esperienza autonoma curda - ha dichiarato Dmitrij Palagi consigliere comunale di Spc, che sostiene la manifestazione -. Purtroppo in questi giorni si è visto quanto sia inaffidabile il fronte Turchia-Usa. Se delle vite saranno salvate sarà per la mobilitazione internazionale, spesso cresciuta dal basso, anche nella nostra città". "Continueremo a chiedere al Comune di Firenze di non tacere - ha aggiunto - e agire concretamente come città operatrice di pace anche per il Rojava, ricordando che siamo la città di Lorenzo Orsetti", fiorentino ucciso in combattimento dall'Isis in Siria mentre militava come volontario a fianco delle milizie curde.
Il padre di Orsetti, Alessandro, durante la presentazione della manifestazione aveva richiamato la necessità di ridare "attenzione a ciò che sta accadendo, stiamo assistendo a campagne di disinformazione totale".
I manifestanti, circa 200 secondo gli organizzatori, si sono mossi in corteo con partenza da piazza Santa Maria Novella e arrivo sotto la prefettura in via Cavour. L'obiettivo, è stato spiegato, è "lanciare un allarme urgente sulla drammatica situazione umanitaria in corso nella città di Kobane. Denunciamo con forza il silenzio e l'inazione della comunità internazionale di fronte a un assedio che colpisce direttamente la popolazione civile, in violazione del diritto internazionale umanitario". "Serve aprire un corridoio umanitario perché ci sono persone senza luce e acqua, alcune hanno bisogno di medicine", ha commentato Erdal Karabey, portavoce della comunità curda in Toscana.
"Dal nord-est della Siria arrivano notizie di un nuovo cessate il fuoco e di un accordo che porterebbe a integrare con il resto dello Stato l'esperienza autonoma curda - ha dichiarato Dmitrij Palagi consigliere comunale di Spc, che sostiene la manifestazione -. Purtroppo in questi giorni si è visto quanto sia inaffidabile il fronte Turchia-Usa. Se delle vite saranno salvate sarà per la mobilitazione internazionale, spesso cresciuta dal basso, anche nella nostra città". "Continueremo a chiedere al Comune di Firenze di non tacere - ha aggiunto - e agire concretamente come città operatrice di pace anche per il Rojava, ricordando che siamo la città di Lorenzo Orsetti", fiorentino ucciso in combattimento dall'Isis in Siria mentre militava come volontario a fianco delle milizie curde.
Il padre di Orsetti, Alessandro, durante la presentazione della manifestazione aveva richiamato la necessità di ridare "attenzione a ciò che sta accadendo, stiamo assistendo a campagne di disinformazione totale".
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