La misura accolta positivamente, ma l’ascolto e il confronto con i giovanissimi rimane la soluzione più corretta

Come riporta stamani La Nazione, l’introduzione di controlli più specifici e mirati come quelli che possono essere effettuati tramite il metal detector viene salutata con una certa soddisfazione da parte di alcuni dirigenti scolastici di Firenze, dato che si tratta di strumenti che possono rivelarsi utilissimi nell’intercettare situazioni potenzialmente molto pericolose.

Tuttavia, esprimono tutti i dirigenti sentiti dal quotidiano, la soluzione più efficace per contrastare le derive più negative del disagio giovanile sono e rimangono il confronto e l’ascolto con i ragazzi e il lavoro attivo nelle scuole, ad esempio attraverso percorso di legalità che coinvolgono anche le forze dell’ordine, come fatto dal Sassetti-Peruzzi.

In generale, spiegano i dirigenti al quotidiano, il ruolo della scuola deve essere quello di ascolto costruttivo con gli studenti per disinnescare situazioni dove disagio, abbandono o difficoltà possono trasformarsi in una tragedia: in un momento storico nel quale la violenza giovanile dilaga, controlli più approfonditi come possono essere quelli operati tramite metal detector possono rivelarsi molto utili, e non è quindi escluso che possano essere implementati, ma il ruolo educativo della scuola deve rimanere primario.
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