Le reazioni della politica

AGGIORNAMENTO - "La scuola deve educare ai diritti e alla parità, non alla paura per il diverso". Lo afferma il consigliere regionale del Pd Iacopo Melio, in merito alla vicenda del professore di inglese Jacopo Lilli, docente di inglese del Russel Newton di Scandicci escluso dal viaggio di istruzione perchè cieco. Una vicenda che secondo Melio "merita grande attenzione e pone interrogativi profondi sullo stato reale dell'inclusione nella scuola italiana".
    
Jacopo Lilli, afferma Melio, "è un docente stimato, peraltro l'unico del consiglio di classe ad aver dato la sua disponibilità per lo stage linguistico, eppure è stato escluso dal viaggio di istruzione a Dublino non perché incompetente o impreparato, anzi, ma per la sua disabilità visiva. Davvero un insegnante che ogni giorno gestisce una classe, costruisce relazioni, coltiva responsabilità e alimenta fiducia, improvvisamente diventa 'inadatto' appena varca un confine? Le studentesse e gli studenti lo vogliono, i genitori lo sostengono al punto da offrirsi di pagare la sua quota extra pur di averlo, ed è assurdo arrivare a tanto, mentre Lilli chiede solo di poter svolgere il suo lavoro come chiunque. Questa non è tutela: si chiama paternalismo, discriminazione, abilismo mascherato da prudenza. La vera lezione morale qui non è per chi studia ma per le persone adulte, magari proprio quelle che dirigono: la disabilità non è incapacità. Questa storia ci ricorda quanto i limiti stiano spesso negli sguardi di chi decide, non nelle persone che mostrano qualche diversità. E se una scuola insegna l'esclusione invece dell'inclusione il problema non è il professore cieco ma chi, vedendoci benissimo, sceglie comunque di non comprendere. Di non guardare oltre. Io sto con Jacopo Lilli per una scuola che educhi ai diritti e alla parità, e non alla paura o alle scuse".

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AGGIORNAMENTO - "La vicenda del professor Jacopo Lilli dell'istituto Russel Newton di Firenze preoccupa e indigna. Questo docente, laureato e abilitato, che insegna in un liceo regolarmente, viene escluso dalla gita solo perché cieco! Come sarebbe successo 50 anni fa, come se la legislazione sulla inclusione e il contrasto alla disabilità non esistessero e non fossero mai esistite". Così in una nota la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino.
    
"Il paradosso è che il docente insegna inglese, e il viaggio consiste in uno stage linguistico a Dublino. Sarebbe quindi il più indicato per seguire la classe. E invece no. L'inclusione è, evidentemente, ancora un concetto astratto. Spiace - aggiunge Musolino - che una simile valutazione provenga proprio dal vertice scolastico e si impone un interrogativo: ma quanto è ancora lontana la cultura dell'inclusione dal mondo reale dell'istruzione italiana? È questo l'insegnamento che si vuole offrire agli studenti? Che se sei cieco non hai diritto a svolgere le tue attività di docente?". 

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AGGIORNAMENTO - "La partecipazione dei docenti ai viaggi di istruzione è sempre valutata in relazione al contesto specifico del viaggio, alla sicurezza degli studenti, ma anche dei docenti accompagnatori, come pure all'organizzazione complessiva della vigilanza". Così la preside dell'istituto Russell Newton di Scandicci (Firenze), Anna Maria Abbado, in merito alla vicenda di Jacopo Lilli, professore di inglese non vedente, escluso dal viaggio d'istruzione in Irlanda proprio perché cieco.
    
"Nel caso di un viaggio di sette giorni all'estero, la normativa e la prudenza amministrativa impongono una valutazione rafforzata delle condizioni organizzative e dei costi, che non possono essere ignorati. La questione - aggiunge - non riguarda la persona del docente, ma la responsabilità dell'istituzione scolastica nei confronti degli studenti e delle famiglie. In questo caso è stata necessaria una valutazione organizzativa legata a un'attività complessa e ad alto livello di responsabilità, che la dirigenza ha il dovere di gestire con prudenza. Inoltre - conclude la preside - la scuola non può adottare soluzioni informali o prive di copertura normativa, perché sarebbe irresponsabile verso gli studenti e verso il denaro pubblico".

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Docente di inglese escluso dal viaggio d'istruzione in Irlanda perché cieco. E' quanto riporta il Corriere Fiorentino.

     
E' la vicenda di Jacopo Lilli, 40 anni, professore al Russel Newton di Scandicci (Firenze). La storia ha avuto inizio in autunno quando si era prospettata la possibilità, per una classe di Scienze umane, di partecipare a uno stage linguistico a Dublino, presso famiglie locali. Un'esperienza curricolare, già prenotata dal 25 febbraio al 3 marzo, con docenti accompagnatori individuati ma senza il prof d'inglese, che sarebbe il più indicato vista la materia che insegna.

    
Su richiesta di studenti e genitori Lilli aveva avanzato la proposta alla dirigente scolastica di essere inserito tra i possibili docenti accompagnatori. Era, riporta ancora il quotidiano, tra l'altro l'unico docente del consiglio di classe ad aver dato la propria disponibilità. Nonostante questo, la preside lo avrebbe depennato dall'elenco degli accompagnatori assegnando la classe ad altri docenti. Di qui la decisione del prof di scrivere una mail alla dirigente per chiedere chiarimenti. "Non ho mai ricevuto risposta". E non la ricevono neppure i rappresentanti degli studenti e dei genitori. Solo a fine dicembre arriva una telefonata.

    
"La dirigente spiega la sua decisione facendo riferimento alla 'culpa in vigilando': secondo lei essendo io cieco, non sarei in grado di garantire la vigilanza sugli studenti all'estero, dove il rapporto previsto è di un docente ogni quindici ragazzi". "Ho 40 anni, non credo di aver fatto una scelta superficiale. Ho costruito un rapporto di fiducia con studenti e famiglie, so chi porterei con me e penso di essere perfettamente in grado di gestire questa classe specifica, soprattutto in un contesto in cui i ragazzi sono ospitati presso famiglie". A Dublino, inoltre, Lilli non sarebbe stato il solo accompagnatore.

    
L'unica soluzione prospettata dalla dirigente sarebbe quella di partire come 'docente extra', quindi a proprie spese. Alla richiesta di valutare se la scuola potesse coprire i costi, "la risposta è stata evasiva: una risposta che, di fatto, non è mai arrivata", prosegue Lilli. Intanto i genitori degli studenti scrivono al docente per esprimere la volontà di vederlo partecipare e si dichiarano persino disposti a farsi carico della quota aggiuntiva per farlo partire come docente extra. Ma, la scuola non avrebbe fondi. Alla fine, si legge ancora, arriva un'ulteriore proposta: Lilli può andare, ma prendendo giorni di ferie. "Per me non è una vacanza — dice — è lavoro".

       
Dunque, il prof non andrà a Dublino. Una scelta che secondo la preside Anna Maria Abbado non va contro di lui, ma a sua tutela: "Nei viaggi di istruzione il docente deve sottoscrivere una assunzione di responsabilità ai sensi del codice civile e penale. Se dovesse succedere qualcosa, in caso di contenzioso tutti si scaglierebbero contro il docente e contro la scuola. Sarebbe una responsabilità troppo grossa".
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