Venerdì 13 febbraio con inizio come sempre alle 20, il Teatro del Maggio presenta Der Ring ohne Worte (L’anello senza parole), sintesi sinfonica della tetralogia di Richard Wagner “L’Anello del Nibelungo” con la direzione di Teodor Currentzis e la musicAeterna Orchestra.
Der Ring des Nibelungen è un ciclo di opere in quattro parti, lungo quindici ore e scritto nel corso di più di 25 anni da Wagner. I suoi episodi sinfonici chiave sono stati scelti alla fine degli anni ’80 dal direttore d'orchestra americano Lorin Maazel per confezionare una suite orchestrale di 70 minuti senza l'aggiunta di una sola nota a quanto scritto dallo stesso Wagner.
Nella sua versione portata in scena al Maggio da Currentzis, Maazel aderisce rigorosamente al principio della narrazione composta, evitando modifiche stilistiche o strutturali all’originale wagneriano. Tutti i passaggi seguono così la loro sequenza originale, senza aggiunte o riorchestrazioni di sorta. Le linee vocali sono assegnate agli strumenti solo dove musicalmente essenziali riportando un immenso rispetto per l'originale, permettendo così all'Anello di essere ascoltato non solo come testo teatrale, ma anche come una delle più grandi creazioni sinfoniche della storia della musica.
Un’occasione unica quella offerta dal Teatro del Maggio venerdì 13 per poter ascoltare i brani più significativi della tetralogia wagneriana che per la complessità non viene proposta molto spesso nei teatri italiani.
Der Ring des Nibelungen è un ciclo di opere in quattro parti, lungo quindici ore e scritto nel corso di più di 25 anni da Wagner. I suoi episodi sinfonici chiave sono stati scelti alla fine degli anni ’80 dal direttore d'orchestra americano Lorin Maazel per confezionare una suite orchestrale di 70 minuti senza l'aggiunta di una sola nota a quanto scritto dallo stesso Wagner.
Nella sua versione portata in scena al Maggio da Currentzis, Maazel aderisce rigorosamente al principio della narrazione composta, evitando modifiche stilistiche o strutturali all’originale wagneriano. Tutti i passaggi seguono così la loro sequenza originale, senza aggiunte o riorchestrazioni di sorta. Le linee vocali sono assegnate agli strumenti solo dove musicalmente essenziali riportando un immenso rispetto per l'originale, permettendo così all'Anello di essere ascoltato non solo come testo teatrale, ma anche come una delle più grandi creazioni sinfoniche della storia della musica.
Un’occasione unica quella offerta dal Teatro del Maggio venerdì 13 per poter ascoltare i brani più significativi della tetralogia wagneriana che per la complessità non viene proposta molto spesso nei teatri italiani.
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