Continua il botta e risposta con un gruppo di residenti, che si è rivolto al tribunale per ottenere lo spostamento da piazza Santa Croce

La querelle Calcio Storico continua. Dopo che nelle scorse settimane un gruppo di residenti di Santa Croce si è rivolta al tribunale di Firenze per ottenere lo spostamento della sede delle partite, arriva la presa di posizione dei Rossi.

Come noto, diciannove persone hanno deciso di rivolgersi ad un giudice per chiedere che la sede delle partite venga spostata: tra i motivi, il frastuono assordante prodotto dalle gare e dal pubblico, che raggiungerebbe e supererebbe gli ottanta decibel (con il limite fissato a cinquantacinque per il giorno e quarantacinque per la notte), l’inquinamento e il calore sprigionato dalle impalcature di metallo utilizzate per montare l’arena.

A queste argomentazioni ha risposto il presidente dei Rossi di Santa Maria Novella, Massimo Arcidiacono, che ha sottolineato come spostare il calcio storico dalla sua “casa” tradizionale di piazza Santa Croce rappresenti un vero e proprio snaturamento  dell’evento.

Non solo, ma secondo Arcidiacono piazza Santa Croce fa i conti con problemi ben diversi, e più gravi, rispetto all’organizzazione del Calcio Storico. Argomentazioni che però, scrive stamani La Nazione, i residenti promotori del ricorso rispediscono al mittente: gli effetti negativi dell’evento, spiegano, durano ben più dei giorni in cui si giocano le partite.
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