Gli inquirenti ascolteranno le persone coinvolte per cercare di ricostruire l’iter burocratico che ha portato alla ristrutturazione dell’ex Teatro Comunale

La lente di ingrandimento della procura continua a concentrarsi sull’ormai noto ‘cubo nero’ dell’ex Teatro Comunale di Corso Italia.

I quotidiani cittadini questa mattina riferiscono che l’indagine si sta concentrando sull’iter burocratico-autorizzativo che avrebbe portato alla realizzazione dell’elemento architettonico che ormai da settimane è tornato a far discutere la città: sarebbero stati ascoltati dagli inquirenti una funzionaria comunale dell’urbanistica due architetti che all’epoca facevano parte della Commissione paesaggio, uno dei quali avrebbe raccontato la propria versione dei fatti facendo riferimento ad una seduta del 12 febbraio 2020 nella quale sarebbero stati discussi un numero sostenuto di argomenti, rendendo quindi di fatto impossibile una valutazione approfondita dell’argomento.

Per il momento, in attesa che vengano ascoltate anche le altre persone coinvolte nell’indagine – che, specificano i quotidiani, per il momento non hanno ricevuto avvisi a comparire - i reati ipotizzati sono quelli di abuso edilizio, violazione del testo unico del paesaggio e di falso.
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