La grande musica protagonista

Sabato 21 febbraio con inizio come sempre alle ore 20 Il Teatro del Maggio presenta un programma interessante. Sotto la direzione di Daniele Rustioni verranno eseguiti l’ouverture del Tannhäuser di Richard Wagner e poi due lavori di Johannes Brahms: Das Schicksalslied (Canto del destino) per coro e orchestra op. 54 e la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73.

L’ouverture del Tannhäuser composta nel 1845 ha un inizio, lento e commosso con il tema religioso suonato da clarinetti, corni e fagotti. Successivamente, la musica descrive la sensualità della corte di Venere con sonorità fiammeggianti e orgiastiche. I temi si intrecciano mostrando il tormento interiore del protagonista diviso fra amore ascetico religioso e quello voluttuoso e sensuale. idee che sono evocate dal contrapporsi di due grandi temi.

Il “Canto del destino” Op. 54 si basa sulla poesia di Friedrich Hölderlin Hyperions Schicksalsl. E’ un’opera breve ma di grande forza emotiva, considerata tra le migliori composizioni corali di Brahms, eseguito per la prima volta a Karlsruhe il 18 ottobre 1871. Brahms volendo trasmettere un messaggio di speranza e superare l’angoscia espressa dall’ultima strofa della poesia, decide di terminare il lavoro con la riproposizione del preludio iniziale.

I movimenti: sono tre: Adagio, in mi bemolle maggiore “Ihr wandelt droben im Licht”; . (Mi bemolle maggiore). Allegro, in do minore “Doch uns ist gegeben”. Adagio, postludio orchestrale in do maggiore.

Chiude la serata la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 composta nel 1877 durante un soggiorno a Pörtschach am Wörthersee in una sola estate. Per il suo carattere solare viene definita la "Pastorale" di Brahms. La sinfonia segue la forma classica in quattro movimenti:  Allegro non troppo: costruito su un motivo di tre note nei bassi che funge da cellula generatrice per l'intera opera. Adagio non troppo: movimento più introspettivo e malinconico; Allegretto grazioso (Quasi andantino) uno scherzo atipico e leggero, dominato dal timbro degli oboi ed infine Allegro con spirito: che è un finale energico e trionfante, considerato tra i più gioiosi scritti dal compositore.
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