A Firenze è stata scoperta un'evasione dell'imposta di soggiorno da 125.000 euro. Al centro dell'indagine del reparto antievasione della polizia municipale, si legge in una nota di Palazzo Vecchio, un unico gestore, responsabile di 31 strutture ricettive situate nel centro, in particolare nella zona dell'Oltrarno. Secondo quanto accertato, tra gennaio 2024 e dicembre 2025 il titolare avrebbe incassato dai turisti l'imposta di soggiorno senza però versarla all'amministrazione comunale. Gli accertamenti hanno rilevato oltre 600 mensilità senza comunicazione del numero degli ospiti e, inoltre, la totale assenza di dichiarazioni sui ricavi dell'attività nello stesso periodo. Complessivamente il recupero previsto supera i 260 mila euro, tra imposta non versata e sanzioni (oltre 111mila euro).
"Questa indagine dimostra quanto sia fondamentale un sistema di controllo rigoroso nel settore dell'ospitalità turistica, soprattutto in una città che attrae flussi così intensi di visitatori come Firenze - dichiarano gli assessori alla polizia municipale Andrea Giorgio e al turismo Jacopo Vicini -. I controlli dell'amministrazione non servono solo a recuperare quanto non versato nelle casse del Comune, ma anche a tutelare gli operatori che rispettano le regole oltre anche a garantire alle persone che visitano la città un'offerta ricettiva trasparente e di qualità". Giorgio e Vicini ricordano che "l'evasione dell'imposta di soggiorno crea infatti una forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti e danneggia la collettività, sottraendo risorse che dovrebbero essere reinvestite sui servizi e sul territorio".
"Questa indagine dimostra quanto sia fondamentale un sistema di controllo rigoroso nel settore dell'ospitalità turistica, soprattutto in una città che attrae flussi così intensi di visitatori come Firenze - dichiarano gli assessori alla polizia municipale Andrea Giorgio e al turismo Jacopo Vicini -. I controlli dell'amministrazione non servono solo a recuperare quanto non versato nelle casse del Comune, ma anche a tutelare gli operatori che rispettano le regole oltre anche a garantire alle persone che visitano la città un'offerta ricettiva trasparente e di qualità". Giorgio e Vicini ricordano che "l'evasione dell'imposta di soggiorno crea infatti una forma di concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti e danneggia la collettività, sottraendo risorse che dovrebbero essere reinvestite sui servizi e sul territorio".
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