Una studentessa 17enne è stata segnalata ai servizi sociali dopo aver preso parte a una manifestazione in piazza del Duomo a Firenze promossa dal sindacato Sudd Cobas in difesa degli operai della ditta L'Alba di Montemurlo. A renderlo noto lo stesso sindacato che parlato di azione "intimidatoria e anche razzista" nei confronti della giovane, figlia di genitori di origine nordafricana, non l'unica studentessa ad aver preso parte al presidio ma la sola ad essere segnalata.
La manifestazione di protesta in questione risale all'8 novembre scorso con sit-in non solo fuori ma anche dentro la boutique di Patrizia Pepe, proseguiti per circa otto ore. Tutto finalizzato a chiedere al brand di partecipare al tavolo aperto alla Provincia di Prato, a cui avevano aderito altri committenti de L'Alba.
Oggi, in occasione della conferenza stampa convocata a fine lezioni davanti al liceo frequentato dalla 17enne - dove alcuni studenti hanno mostrato volantini e cartelli con scritto 'Tocca una-tocca tutte' e 'Solidarietà non è reato' -, è stato spiegato da un compagno di scuola e dai due sindacalisti di Sudd Cobas che recentemente la ragazza è stata convocata dai servizi sociali allertati dalla procura dei minori dopo una segnalazione delle forze dell'ordine. Il colloquio però è stato "quasi un interrogatorio". I servizi sociali, è stato riferito, hanno poi effettuato una "ispezione" a casa della ragazza e, così è stato sempre spiegato, parleranno con gli insegnanti e con il personale della palestra che frequenta. Ci sarebbe stato anche un invito "a non partecipare più a manifestazioni paventando "conseguenze più gravi". Sudd Cobas parla "di segnale molto pericoloso", lesivo della libertà di partecipare alla manifestazioni politiche e di esercitare i propri diritti: "Non dovrebbe accadere in un paese democratico". "Sono anni che studenti del Collettivo del liceo partecipano alle nostre iniziative: mai era accaduto", si sottolinea. In segno di solidarietà alla giovane promossa anche un raccolta di firme, 300 le sottoscrizioni tra cui quelle, si spiega, di docenti del liceo. Intanto stamani ai giornalisti un'insegnante ha definito ""molto grave e preoccupante" quanto accaduto alla 17enne.
La manifestazione di protesta in questione risale all'8 novembre scorso con sit-in non solo fuori ma anche dentro la boutique di Patrizia Pepe, proseguiti per circa otto ore. Tutto finalizzato a chiedere al brand di partecipare al tavolo aperto alla Provincia di Prato, a cui avevano aderito altri committenti de L'Alba.
Oggi, in occasione della conferenza stampa convocata a fine lezioni davanti al liceo frequentato dalla 17enne - dove alcuni studenti hanno mostrato volantini e cartelli con scritto 'Tocca una-tocca tutte' e 'Solidarietà non è reato' -, è stato spiegato da un compagno di scuola e dai due sindacalisti di Sudd Cobas che recentemente la ragazza è stata convocata dai servizi sociali allertati dalla procura dei minori dopo una segnalazione delle forze dell'ordine. Il colloquio però è stato "quasi un interrogatorio". I servizi sociali, è stato riferito, hanno poi effettuato una "ispezione" a casa della ragazza e, così è stato sempre spiegato, parleranno con gli insegnanti e con il personale della palestra che frequenta. Ci sarebbe stato anche un invito "a non partecipare più a manifestazioni paventando "conseguenze più gravi". Sudd Cobas parla "di segnale molto pericoloso", lesivo della libertà di partecipare alla manifestazioni politiche e di esercitare i propri diritti: "Non dovrebbe accadere in un paese democratico". "Sono anni che studenti del Collettivo del liceo partecipano alle nostre iniziative: mai era accaduto", si sottolinea. In segno di solidarietà alla giovane promossa anche un raccolta di firme, 300 le sottoscrizioni tra cui quelle, si spiega, di docenti del liceo. Intanto stamani ai giornalisti un'insegnante ha definito ""molto grave e preoccupante" quanto accaduto alla 17enne.
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