Il Comune di Vicchio (Firenze) dovrà versare un maxi risarcimento di 628mila euro, più interessi e spese legali, ad una delle giovani vittime del Forteto, per le responsabilità che nella vicenda hanno avuto i suoi servizi sociali. Lo stabilisce una sentenza del Tribunale di Genova, come riporta il Corriere Fiorentino.
Protagonista della vicenda è uno dei grandi accusatori di Rodolfo Fiesoli al processo sulle vicende del Forteto, che portò alle condanne definitive nel 2019, per maltrattamenti e abusi su minori. Il giovane negli anni Novanta era finito al Forteto quando era ancora un bambino, insieme ai suoi due fratelli, subendo poi da adolescente violenze. Il tribunale gli ha riconosciuto danni non patrimoniali, causati anche dai mancati controlli dei servizi sociali. La vittima aveva già ottenuto 104mila euro di risarcimento dalla presidenza del Consiglio dei ministri, in un accordo tra le parti, e circa 267mila euro dalla cooperativa al termine del processo penale. I giudici hanno accolto le richieste degli avvocati Antonio Marco Vallini e Giovanni Marchese, puntando la lente sui servizi sociali, all'epoca comunali, che erano stati incaricati, stando al resoconto processuale, dal Tribunale per i minorenni di Firenze "di attivare interventi di sostegno, indirizzo e controllo nell'interesse dei genitori e dei minori", ed erano quindi investiti per legge di un obbligo di vigilanza. Ma i fratellini erano stati separati dal Forteto e affidati a "mamme affidatarie" scelte arbitrariamente dalla stessa comunità, senza il consenso del Tribunale dei minori, che invece avevano ordinato di tenerli uniti. Questo per i giudici di Genova rappresenta una "prima inescusabile negligenza". C'è stata negligenza e indifferenza, secondo i giudici, anche sullo stile di vita all'interno della cooperativa.
Il Comune di Vicchio spiega, in una nota, che "tramite gli uffici competenti è stato conferito mandato ai legali per l'assistenza e la difesa" ed "è stato ritenuto di impugnare la sentenza e verrà fatto appello tramite i legali. Com'è noto, i fatti risalgono a molti anni addietro e non riguardano questa Amministrazione". Il Comune precisa inoltre "che tali azioni sono assunte a tutela dell'ente e dei cittadini. Riguardo al tema economico, si tratta di una sentenza di primo grado, che è stata impugnata con ricorso in appello".
Protagonista della vicenda è uno dei grandi accusatori di Rodolfo Fiesoli al processo sulle vicende del Forteto, che portò alle condanne definitive nel 2019, per maltrattamenti e abusi su minori. Il giovane negli anni Novanta era finito al Forteto quando era ancora un bambino, insieme ai suoi due fratelli, subendo poi da adolescente violenze. Il tribunale gli ha riconosciuto danni non patrimoniali, causati anche dai mancati controlli dei servizi sociali. La vittima aveva già ottenuto 104mila euro di risarcimento dalla presidenza del Consiglio dei ministri, in un accordo tra le parti, e circa 267mila euro dalla cooperativa al termine del processo penale. I giudici hanno accolto le richieste degli avvocati Antonio Marco Vallini e Giovanni Marchese, puntando la lente sui servizi sociali, all'epoca comunali, che erano stati incaricati, stando al resoconto processuale, dal Tribunale per i minorenni di Firenze "di attivare interventi di sostegno, indirizzo e controllo nell'interesse dei genitori e dei minori", ed erano quindi investiti per legge di un obbligo di vigilanza. Ma i fratellini erano stati separati dal Forteto e affidati a "mamme affidatarie" scelte arbitrariamente dalla stessa comunità, senza il consenso del Tribunale dei minori, che invece avevano ordinato di tenerli uniti. Questo per i giudici di Genova rappresenta una "prima inescusabile negligenza". C'è stata negligenza e indifferenza, secondo i giudici, anche sullo stile di vita all'interno della cooperativa.
Il Comune di Vicchio spiega, in una nota, che "tramite gli uffici competenti è stato conferito mandato ai legali per l'assistenza e la difesa" ed "è stato ritenuto di impugnare la sentenza e verrà fatto appello tramite i legali. Com'è noto, i fatti risalgono a molti anni addietro e non riguardano questa Amministrazione". Il Comune precisa inoltre "che tali azioni sono assunte a tutela dell'ente e dei cittadini. Riguardo al tema economico, si tratta di una sentenza di primo grado, che è stata impugnata con ricorso in appello".
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