Colpì la figlia della compagna con pugno e anni prima l'aveva molestata

Denunciò il patrigno che le aveva tirato un pugno in faccia, poi ai carabinieri ha anche raccontato che anni prima l'uomo l'aveva molestata durante una festa di matrimonio.

Con l'accusa di lesioni e violenza sessuale nei confronti della ragazza, all'epoca dei fatti minorenne, il tribunale di Firenze ha condannato un operaio peruviano, 44 anni, alla pena di 1 anno e 10 mesi di reclusione, concedendo la sospensione della pena a condizione che partecipi a percorsi di recupero presso associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza e recupero di persone condannate per abusi sessuali. L'uomo dovrà anche versare alla ragazza, che si era affidata all'avvocato Stefania Scarpati, un risarcimento di 20mila euro.

La ragazza ora ha 25 anni, è laureata e ha un lavoro. Nel 2008 era arrivata dal Perù per raggiungere la madre che viveva a Firenze con il nuovo compagno. Il rapporto con i genitori all'inizio sereno diventò poi sempre più conflittuale. Un giorno, nel febbraio 2020, tornata da scuola chiamò la mamma, che era al lavoro, per sapere cosa mangiare per pranzo.

Si mise a tavola e il patrigno andò su tutte le furie, tirandole uno scappellotto perché la ragazza avrebbe dovuto scegliere un'altra pietanza. La giovane, secondo quanto ricostruito, si rifugiò in camera da letto, lui la inseguì colpendola con un pugno e facendola sbattere contro una finestra. La ragazza si rifugiò allora a casa degli zii e denunciò il patrigno. Solo in seguito raccontò ai carabinieri di essere stata in passato anche molestata dal patrigno, durante una festa nuziale nel 2018. Per l'uomo si aggiunse una nuova denuncia, poi le indagini, il processo e nei giorni scorsi la sentenza che lo ha visto condannato.
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