Indagato l'ex consigliere comunale di Empoli. Rancori personali nel partito

AGGIORNAMENTO
L'indagine sulla vicenda di presunti ricatti a Tommaso Cocci (Fdi) si è intersecata con un altro procedimento giudiziario - in capo alla Dda di Firenze - che vede coinvolta l'ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti (Pd) - che ha rassegnato le dimissioni dopo le accuse - insieme a Riccardo Matteini Bresci, imprenditore considerato un suo importante sostenitore politico. Entrambi sono accusati di corruzione. Proprio Matteini Bresci, fondatore del gruppo industriale tessile Colle, rappresenterebbe l'anello di congiunzione tra le due vicende giudiziarie, almeno secondo quanto emerge da ricostruzioni giudiziarie. L'imprenditore in passato avrebbe ricoperto il ruolo di gran maestro venerabile della loggia Sagittario, vantando un'ampia influenza elettorale maturata anche in ambienti massonici. Sarebbe stato lui, secondo quanto emerso, a proporre Cocci come segretario della stessa loggia, promuovendone la candidatura presso gli affiliati. Per far luce su questa rete di rapporti e interessi, nei mesi scorsi la magistratura ha chiesto e ottenuto il sequestro degli elenchi degli iscritti alla Gran Loggia degli Alam, compresi quelli della loggia Sagittario. Il materiale, secondo quanto si apprende, è tuttora oggetto di approfondimenti investigativi, anche per verificare l'eventuale presenza di associazioni riservate o strutture parallele.




La procura di Prato ha chiuso le indagini sul presunto ricatto a luci rosse ai danni dell'ex capogruppo di FdI nel consiglio comunale pratese, l'avvocato Tommaso Cocci. L'ex vicepresidente del consiglio di Empoli Andrea Poggianti - ex FdI - è accusato di diffamazione e diffusione illecita di materiale intimo nei confronti del suo ex collega di partito.

    
Le accuse sono legate all'invio di numerose lettere anonime contenenti fotografie private ed intime di Tommaso Cocci, 'astro' nascente della politica pratese la cui carriera è stata fermata da questa vicenda. Tra i reati ipotizzati figura anche il tentativo di violenza privata, poiché l'azione avrebbe avuto l'obiettivo di compromettere la candidatura alle Regionali di Cocci, come poi è effettivamente accaduto.

    
Secondo la procura di Prato, il piano avrebbe avuto un respiro ancora più ampio: colpire l'area politica vicina all'onorevole Chiara La Porta (FdI), adesso consigliera regionale. Partendo da motivazioni private — riconducibili a rancori personali — sarebbe nata, secondo le ricostruzioni dell'accusa, l'iniziativa di Poggianti.

    
Nel provvedimento di chiusura delle indagini si fa riferimento ad altre persone coinvolte, la cui posizione è trattata separatamente. L'ipotesi è che Poggianti abbia agito in concorso con altri. Il sospetto nasce da informazioni contenute nelle lettere anonime emerse durante l'inchiesta. I richiami alla loggia massonica Sagittario, di cui Cocci era stato segretario, fanno ipotizzare che eventuali complici possano provenire da ambienti massonici.

    
Nell'atto di conclusione delle indagini non compare Claudio Belgiorno, altro ex consigliere comunale di FdI a Prato - anche lui è uscito dal partito meloniano - ; inizialmente perquisito con l'ipotesi di un coinvolgimento nella presunta manovra diffamatoria. Secondo quanto si apprende, la sua posizione è stata momentaneamente separata - stralciata - per ulteriori verifiche.
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