Uno tenta di patteggiare, archiviati altri 11. Salta un'accusa per riforma Cartabia

La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per tre persone nell'inchiesta sul riciclaggio di denaro nei ristoranti - 21 i locali - che emerse nel 2024. Sono l'imprenditore 51enne fiorentino Alessandro Bigi e il socio albanese Eluert Kamami, 41, più suo nipote Samir Houjeiri, 41. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata all'autoriciclaggio. Non si può procedere per il reato di appropriazione indebita - ipotizzato inizialmente dalla pm Christine von Borries - perché manca la querela, resa necessaria per poter procedere dalla riforma Cartabia.
     
La posizione di altri 11 indagati, anche alcuni camerieri, è stata archiviata. L'udienza preliminare proseguirà il 13 aprile davanti alla gip Patrizia Martucci.

     
Eluert Kamami, difeso dall'avvocato Nino D'Avirro ha concordato la pena con la procura, ma la proposta, che è finalizzata a patteggiare, dovrà passare al vaglio del giudice.

      
Nella vicenda al vertice dell'organizzazione, secondo gli inquirenti, ci sarebbero Bigi e Eluert Kamami; dal 2012 sarebbero riusciti ad acquisire o ad affittare ben 21 attività di ristorazione nel centro storico di
Firenze. Houjieri avrebbe avuto il compito di prelevare il denaro incassato al nero e di consegnarlo ai due imprenditori. Con questo sistema, i tre avrebbero sottratto alle società di cui erano soci 3.725.000 di euro. I proventi illeciti accumulati, secondo l'accusa, sarebbero stati reinvestiti in auto di lusso e gioielli. Bigi, in particolare, avrebbe acquistato anche un appartamento all'estero, pagando anche in nero, mentre Kamami acquisito un bar nel centro storico di Firenze.
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