La Fiorentina si prepara a un nuovo appuntamento europeo in Conference League contro il Raków Częstochowa, con Paolo Vanoli intenzionato a confermare un ampio turnover ma senza rinunciare a un minimo di equilibrio competitivo.
Sarà ancora una volta una Fiorentina “versione coppa”, con diversi volti meno utilizzati in campionato pronti a mettersi in mostra dal primo minuto. Tra i pali spazio a Christensen, mentre in difesa dovrebbero trovare conferma elementi come Comuzzo, chiamato a guidare il reparto insieme ad altri profili giovani o meno rodati.
A centrocampo, i riflettori sono puntati su Ndour e soprattutto su Fabbian e Fazzini, reduci da prestazioni deludenti nell’ultima uscita europea. Per entrambi si tratta di una chance importante per riscattarsi e dimostrare di poter incidere anche a livello internazionale.
Sulle corsie laterali, però, le scelte di Vanoli saranno dettate anche dalla gestione delle energie. Robin Gosens, uscito acciaccato dalla sfida di Cremona, è stato convocato ma difficilmente verrà rischiato dal primo minuto. Discorso simile per Fabiano Parisi, per cui si prospetta un impiego limitato. Proprio per questo motivo, sulla fascia sinistra avanza con decisione la candidatura del giovane Luis Balbo, classe 2006, già visto titolare in Coppa Italia contro il Como: una scommessa interessante per dare freschezza e imprevedibilità.
Sulla destra, invece, situazione più complessa: l’assenza di Niccolò Fortini, fermato da una lombalgia, costringerà Dodô a stringere i denti e partire titolare nonostante il fitto calendario.
In attacco, Vanoli sembra orientato a una staffetta tra Andrea Piccoli e Moise Kean, con il primo leggermente favorito per una maglia da titolare. L’obiettivo sarà quello di gestire le forze senza perdere incisività in zona gol.
Non saranno della partita, oltre agli esclusi dalla lista UEFA come Daniele Rugani e Brescianini, anche Manor Solomon, che dovrebbe rientrare dopo la pausa per le nazionali.
In sintesi, ci si aspetta una Fiorentina giovane, sperimentale ma motivata, chiamata a dare risposte convincenti dopo le recenti difficoltà europee. Una prova importante non solo per il passaggio del turno, ma anche per definire le gerarchie future all’interno della rosa viola.
Sarà ancora una volta una Fiorentina “versione coppa”, con diversi volti meno utilizzati in campionato pronti a mettersi in mostra dal primo minuto. Tra i pali spazio a Christensen, mentre in difesa dovrebbero trovare conferma elementi come Comuzzo, chiamato a guidare il reparto insieme ad altri profili giovani o meno rodati.
A centrocampo, i riflettori sono puntati su Ndour e soprattutto su Fabbian e Fazzini, reduci da prestazioni deludenti nell’ultima uscita europea. Per entrambi si tratta di una chance importante per riscattarsi e dimostrare di poter incidere anche a livello internazionale.
Sulle corsie laterali, però, le scelte di Vanoli saranno dettate anche dalla gestione delle energie. Robin Gosens, uscito acciaccato dalla sfida di Cremona, è stato convocato ma difficilmente verrà rischiato dal primo minuto. Discorso simile per Fabiano Parisi, per cui si prospetta un impiego limitato. Proprio per questo motivo, sulla fascia sinistra avanza con decisione la candidatura del giovane Luis Balbo, classe 2006, già visto titolare in Coppa Italia contro il Como: una scommessa interessante per dare freschezza e imprevedibilità.
Sulla destra, invece, situazione più complessa: l’assenza di Niccolò Fortini, fermato da una lombalgia, costringerà Dodô a stringere i denti e partire titolare nonostante il fitto calendario.
In attacco, Vanoli sembra orientato a una staffetta tra Andrea Piccoli e Moise Kean, con il primo leggermente favorito per una maglia da titolare. L’obiettivo sarà quello di gestire le forze senza perdere incisività in zona gol.
Non saranno della partita, oltre agli esclusi dalla lista UEFA come Daniele Rugani e Brescianini, anche Manor Solomon, che dovrebbe rientrare dopo la pausa per le nazionali.
In sintesi, ci si aspetta una Fiorentina giovane, sperimentale ma motivata, chiamata a dare risposte convincenti dopo le recenti difficoltà europee. Una prova importante non solo per il passaggio del turno, ma anche per definire le gerarchie future all’interno della rosa viola.
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