Il bilancio dei progetti finanziati con il Pnrr a Firenze, aggiornato al 31 dicembre 2025, restituisce un quadro fatto di luci e ombre. Su 56 interventi complessivi, 25 risultano completati, mentre gli altri avanzano con ritmi diversi: 14 opere sono tra il 70% e il 99%, 11 tra il 40% e il 69%, 4 tra il 10% e il 39% e 2 restano sotto il 10%.
Un andamento disomogeneo che riflette la complessità delle opere e i tempi delle procedure. A pesare è anche la mancanza, nell’ultimo report di Palazzo Vecchio, di un dettaglio puntuale sullo stato di avanzamento dei singoli progetti, elemento cruciale soprattutto per quelli più rilevanti e discussi come la riqualificazione dello Stadio Artemio Franchi.
Tra le principali criticità emergono le grandi opere per la mobilità. Le linee tramviarie 3.2.1 verso Bagno a Ripoli e 4.2 Piagge-Campi, considerate strategiche per il futuro della città, risultavano a fine 2025 ferme a circa il 40% di avanzamento. In particolare, per la linea 4.2 il progetto definitivo è ancora in fase di approvazione, con interlocuzioni in corso anche sulla revisione delle fonti di finanziamento.
Non mancano però i risultati concreti. Sono stati completati interventi nel settore educativo, come il nuovo asilo Arcovata, la riqualificazione dei nidi Madama Dorè e Pandiramerino e la mensa della scuola primaria Salviati. Realizzate anche quattro ciclovie urbane e due “bicipolitane”, oltre a interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche in musei e biblioteche e a progetti di sostegno alla genitorialità.
Procede verso la conclusione anche uno degli investimenti più rilevanti, quello sul rinnovo della flotta degli autobus: un piano da 35 milioni di euro che prevede l’introduzione progressiva di nuovi mezzi e il completamento delle infrastrutture di ricarica elettrica, tra cui quelle di via Pratese e dell’Olmatello.
In fase avanzata anche altri progetti, tra cui nuovi asili, mense scolastiche, interventi su edifici pubblici e centri servizi, oltre al complesso sportivo Paganelli. Più indietro invece gli undici interventi legati alla Missione 4 (Istruzione e ricerca), che restano nelle fasce più basse di avanzamento.
Resta infine il nodo delle scadenze. Senza una proroga dei termini da parte dell’Unione europea, il rischio concreto è quello di perdere una parte dei finanziamenti. Una prospettiva che rende urgente accelerare cantieri e procedure, per trasformare le risorse del Pnrr in opere concrete e servizi per la città.
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