In città non ce ne sono moltissime: Comune e Soprintendenza potrebbero decidere di confrontarsi per cercare una soluzione

La storia condivisa dal presidente del Q2 Michele Pierguidi sull’attesa prolungata dell’autobus 17 alla Fortezza, con le difficoltà riscontrate dalla madre a causa dell’assenza di pensiline per poter attendere seduta, ha riacceso l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema delle fermate dei bus in città.

La Nazione questa mattina riferisce che fra le migliaia di fermate dell’autobus presenti in città e servite dai mezzi di Autolinee Toscane, solo poco meno di centocinquanta sono attrezzate con una pensilina per aspettare seduti.

Per questo, vista anche la facilità con cui in città gli utenti devono aspettare per periodi prolungati l’arrivo dell’autobus, Comune e Soprintendenza potrebbero sedersi nuovamente al tavolo per cercare di irrobustire il numero di pensiline in città, venendo incontro alle esigenze soprattutto delle persone più anziane, che possono avere più di qualche difficoltà nell’attendere in piedi l’arrivo del bus.

Il tema tuttavia non è dei più semplici: il numero di pensiline a Firenze è esiguo non per scelta quanto, piuttosto, perché, specie in centro, c’è da fare i contro con questioni di natura burocratico-amministrativa, come i vincoli, e soprattutto con l’assenza di spazio fisico per l’installazione di panchine e soluzioni per rendere l’attesa più comoda.

Tuttavia, sottolinea il quotidiano, il confronto fra il Comune e la Soprintendenza potrebbe portare all’installazione di venti nuove pensiline in città, cercando di alleviare un disagio che, specie d’estate o in concomitanza con tanti cantieri – che rendono la circolazione di bus meno fluida – potrebbe rappresentare davvero una soluzione per rendere l’attesa più sopportabile.
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