Gallerie: “Non sono state rubate password, i sistemi sono chiusi”

15:33 - "Secondo il Corriere della sera gli hacker entrano per mesi nei sistemi degli Uffizi, sottraggono dati sensibili, studiano dall'interno una delle istituzioni culturali più importanti d'Italia. E la domanda, a questo punto, è inevitabile: chi doveva accorgersene dov'era? Il ministro Giuli sapeva qualcosa? E perché non dice niente?". Lo dichiara Antonio Mazzeo (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.
"Quali sono le contromisure che verranno prese o le conseguenze che ci sono state? - chiede ancora - Quello che sta accadendo non è solo una falla tecnica. È un vuoto politico perché oggi la cybersicurezza è uno dei fronti più delicati della competizione globale. Non parliamo più di attacchi isolati, ma di una pressione continua che coinvolge Stati, gruppi organizzati, interessi economici e strategici. E in questo scenario l'Italia non può permettersi di arrivare sempre dopo".
"Quando un attacco colpisce gli Uffizi, non si colpisce solo un museo", ma "si colpisce un simbolo nazionale, un pezzo della nostra identità e della nostra credibilità internazionale. E allora serve chiarezza - conclude Mazzeo - L'Agenzia per la cybersicurezza cosa sta facendo? Il ministro e il governo hanno piena consapevolezza del livello di rischio? Le risorse pubbliche sono davvero indirizzate a proteggere infrastrutture e dati, oppure si continua a rincorrere le emergenze? La sicurezza digitale oggi è sovranità. E se non siamo in grado di difendere i nostri sistemi, non siamo in grado di difendere, davvero, il nostro Paese".

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14:36
 - A causa dell'attacco hacker agli Uffizi, già ai primi di febbraio la procura di Firenze aveva aperto un fascicolo per i reati di tentata estorsione e accesso abusivo ai sistemi informatici.

L'inchiesta è stata avviata contro ignoti. Le indagini, secondo quanto emerge, vengono condotte dalla Polizia postale in raccordo con l'Agenzia per la Cybersicurezza.

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11:35 -
Agli Uffizi "non è stato compiuto nessun danno né è stato effettuato alcun furto", "⁠non ci sono prove di alcun tipo riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza", inoltre "le telecamere erano in fase di sostituzione da un anno" ma "la situazione non era affatto come al Louvre". Lo scrivono le Gallerie in una nota relativa al servizio del Corriere della Sera relativo a un attacco cyber ai sistemi di sicurezza del polo museale fiorentino.
     
"Non sono state rubate password", si legge ancora, "nessuna, in assoluto, perché i sistemi di sicurezza sono a circuito chiuso interno e non aperti all'esterno".

Gli Uffizi aggiungono che "il server fotografico non è stato rubato. Il backup effettuato è infatti completo", inoltre "non sono stati infiltrati i telefoni dei dipendenti" ed "i giorni di paralisi sono legati al tempo di ripristino del backup che è stato completato". In definitiva, conclude la nota, "non è stata persa nessuna informazione".    

Invece "per quanto riguarda il" trasferimento del "tesoro mediceo, esso è chiuso per il cantiere di rifacimento di tutto il museo la cui gara è stata lanciata a settembre; dunque i pezzi andavano sgomberati comunque in vista dell'inizio del lavori" e "le prime telefonate in merito sono avvenute tra Uffizi e Banca d'Italia in autunno".    

Gli Uffizi spiegano ancora che "per le porte murate, si tratta in parte di presidi richiesti dal piano antiincendio, di cui è stata depositata non a caso la Scia ai vigili del fuoco l'altro ieri", "altre sono state effettivamente aggiunte per evitare la permeabilità eccessiva degli spazi di edifici storici, vale la pena ricordarlo, risalenti al 1500, e viste le mutate funzioni e il mutato contesto internazionale".    

E per le telecamere viene spiegato che "erano in fase di sostituzione da un anno. La situazione non era affatto come al Louvre; le telecamere alle Gallerie c'erano, ma erano analogiche e ora sono digitali. Ne è stata eseguita la sostituzione dopo segnalazione della polizia nel 2024 ed essa, ovviamente, è stata accelerata per via dei fatti del Louvre, già prima (e poi anche dopo) l'attacco hacker", inoltre nella stessa nota viene sottolineato che "per la posizione delle telecamere, esse sono per definizione visibili da chiunque si faccia un giro nei locali e questo in tutti i musei e i luoghi pubblici del mondo".

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Il Corriere della Sera, questa mattina, scrive delle misure prese dal museo delle Gallerie degli Uffizi dopo l’ingente attacco hacker subito lo scorso febbraio: il museo avrebbe messo al sicuro parte del Tesoro dei Granduchi (normalmente custodito ed esposto a Palazzo Pitti) trasferendolo presso il caveau della Banca d’Italia, mentre per evitare l’incursione di eventuali ladri sarebbero state sbarrate le porte di sicurezza.

Misure imponenti per mettere al sicuro il patrimonio artistico cittadino, scrive il quotidiano, dopo che nei mesi scorsi i pirati informatici sono riusciti a superare il sistema di sicurezza informatica e acquisire così un’immensa mole di dati e informazioni.

Sull’attacco subito dalle Gallerie degli Uffizi si sono mosse sia la Polizia postale che la procura, per cercare di risalire all’identità degli hacker e mettere al sicuro il sistema.
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