Erano 40 i ricorrenti nella causa promossa dai parenti di parte delle vittime

 Il tribunale di Pistoia ha stabilito la responsabilità delle forze armate tedesche per l'eccidio del Padule di Fucecchio, il rastrellamento nazista nel quale, il 23 agosto del 1944, furono assassinati 174 civili nei territori di Monsummano Terme, Larciano, Ponte Buggianese, Cerreto Guidi e Fucecchio, riconoscendo indennizzi per circa 14 milioni di euro ai familiari di una parte delle vittime, in tutto una quarantina di ricorrenti. E' quanto riporta oggi Il Tirreno.
    
Tra i ricorrenti, tutti assistiti dall'avvocato Massimo Brancoli del foro di Pistoia, alcuni si erano già costituiti nei processi nei confronti dei singoli esecutori dell'eccidio, celebrati di fronte al tribunale militare e alla Corte militare d'appello di Roma tra 2011 e 2012, ma non erano mai stati risarciti. Ora la causa civile promossa a seguito del decreto 36/2022, emanato dal governo Draghi, che ha istituito un fondo per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l'umanità compiuti in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich, a seguito di sentenza definitiva. C'è poi un 41/mo ricorrente, la Regione Toscana, riporta il quotidiano, a cui il tribunale ha riconosciuto il diritto a un risarcimento pari a 50mila euro per il danno morale alla comunità e il depauperamento del territorio.
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