Attacco hacker agli Uffizi e tensioni sulla governance

Dopo l’attacco informatico alle Gallerie degli Uffizi, gli hacker hanno minacciato la diffusione di dati sensibili e il mantenimento di accessi nascosti nei sistemi, costringendo la direzione guidata da Simone Verde a intervenire rapidamente con il cambio delle password e il rafforzamento delle difese informatiche.

L’intrusione, avvenuta più volte in poche ore, ha bloccato parte dei sistemi digitali del museo, ma grazie ai backup è stato possibile avviare il ripristino, ancora in corso. L’episodio ha spinto anche a misure di sicurezza più ampie, tra cui il potenziamento delle infrastrutture e interventi fisici sugli ambienti, come la chiusura di alcune aperture e il trasferimento di opere in caveau esterni.

Sul fronte della gestione, si apre una fase di cambiamento: il consiglio di amministrazione degli Uffizi, nominato nel 2021, è scaduto e il governo si prepara a nominare nuovi membri, in un contesto di attese e tensioni politiche. Il nuovo cda sarà il primo espressione dell’attuale esecutivo e potrebbe portare a un cambio di indirizzo nella gestione del museo.

Intanto, anche altri organismi collegati, come il comitato scientifico, sono destinati a scadenza nei prossimi mesi, aprendo ulteriori scenari di possibile riorganizzazione. L’episodio hacker ha quindi messo in evidenza non solo le vulnerabilità digitali, ma anche le delicate dinamiche istituzionali e politiche legate alla gestione di uno dei principali musei italiani.

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