Dopo aver superato il Rakow, la Fiorentina si prepara ad affrontare un avversario di livello nei quarti europei: il Crystal Palace guidato da Oliver Glasner. Considerata tra le squadre più accreditate della competizione, la formazione londinese unisce tradizione e ambizione, vivendo una delle fasi più interessanti della propria storia.
Origini antichissime e un nome iconico
Per lungo tempo il club ha indicato il 1905 come anno di fondazione, ma studi più recenti hanno fatto risalire le sue radici addirittura al 1861. In quell’anno nacque infatti una squadra legata alla Crystal Palace Company, utilizzata inizialmente come supporto per i giocatori di cricket. Questo dettaglio rende il Palace uno dei club più antichi in assoluto, subito dopo lo Sheffield F.C..
Il nome deriva dal celebre edificio in vetro costruito a Hyde Park per l’Esposizione Universale del 1851, struttura simbolica poi distrutta da un incendio nel 1936.
Tra alti e bassi: una storia altalenante
Nel corso dei decenni, le “Eagles” hanno vissuto continui saliscendi. Uno dei momenti più significativi arriva nella stagione 1989/90, quando il Palace raggiunge la finale di FA Cup, poi persa al replay contro il Manchester United di Alex Ferguson.
In quegli anni il protagonista è Ian Wright, attaccante simbolo che contribuirà a portare il club sotto i riflettori prima di trasferirsi all’Arsenal F.C.. Da lì in avanti, il Palace alterna promozioni e retrocessioni, con qualche parentesi italiana come quella di Attilio Lombardo.
Dalla salvezza alla rivoluzione Glasner
Il ritorno stabile in Premier League nel 2013 segna l’inizio di una lunga fase di consolidamento. Il club resta competitivo senza mai compiere il salto definitivo, nonostante momenti memorabili come il 3-3 contro il Liverpool F.C., che compromise il titolo dei Reds.
Per anni il volto della squadra è stato Roy Hodgson, mentre in campo brillava Wilfried Zaha. La vera svolta arriva però nel febbraio 2024 con Glasner, già vincitore dell’Europa League con l’Eintracht Frankfurt. Il tecnico austriaco introduce il 3-4-2-1, valorizzando al massimo il talento offensivo.
Il picco: trofei e sogni realizzati
La stagione 2024/25 diventa storica. Dopo un avvio complicato, il Palace cambia marcia e conquista la FA Cup battendo il Manchester City a Wembley. È il primo trofeo importante nella storia del club. Pochi mesi dopo arriva anche il Community Shield, vinto contro il Liverpool.
Un doppio trionfo che segna l’apice dell’era Glasner e accende definitivamente l’entusiasmo dei tifosi.
Un presente instabile
Nonostante i successi, la stagione successiva è più complicata. Le cessioni di giocatori chiave come Eberechi Eze e Marc Guehi, unite a un mercato non all’altezza, incidono sul rendimento. Il Palace resta a metà classifica e Glasner annuncia l’addio a fine stagione.
Anche in Europa il percorso non è stato lineare: qualificazione sofferta e prestazioni altalenanti, confermando una certa discontinuità.
Identità tattica
Il sistema di gioco resta il 3-4-2-1: squadra compatta, pressing intelligente e grande capacità di recuperare palloni. Una volta riconquistata la sfera, il Palace attacca in verticale con rapidità, sfruttando esterni dinamici e un centravanti fisico capace di dialogare con i trequartisti.
Non è una squadra dominante nel possesso, ma estremamente pericolosa negli spazi, soprattutto contro avversari di alto livello.
I protagonisti
Tra i pali c’è Dean Henderson, affidabile anche sui rigori. In difesa spiccano Maxence Lacroix e Chris Richards.
A centrocampo il talento più brillante è Adam Wharton, regista moderno e completo. Sulle fasce corre Daniel Munoz, mentre in avanti le soluzioni sono molte: Ismaila Sarr, Brennan Johnson e Evan Guessand.
Il riferimento offensivo resta Jean-Philippe Mateta, centravanti potente e abile nel gioco di squadra, affiancato dal nuovo arrivato Jorgen Strand Larsen, assente però all’andata per squalifica.
Un ambiente caldo e particolare
La sfida si giocherà a Selhurst Park, stadio storico nel quartiere di Croydon. Nonostante la capienza ridotta, l’atmosfera è intensa grazie anche agli “Holmesdale Fanatics”, gruppo organizzato che rende unico il tifo del Palace nel panorama inglese.
La sfida per la Fiorentina
Al netto delle difficoltà recenti, il Crystal Palace resta una squadra ricca di qualità e imprevedibilità. Per la Fiorentina sarà un banco di prova importante: servirà una prestazione di alto livello per superare un avversario capace di esaltarsi proprio nelle grandi occasioni.
Origini antichissime e un nome iconico
Per lungo tempo il club ha indicato il 1905 come anno di fondazione, ma studi più recenti hanno fatto risalire le sue radici addirittura al 1861. In quell’anno nacque infatti una squadra legata alla Crystal Palace Company, utilizzata inizialmente come supporto per i giocatori di cricket. Questo dettaglio rende il Palace uno dei club più antichi in assoluto, subito dopo lo Sheffield F.C..
Il nome deriva dal celebre edificio in vetro costruito a Hyde Park per l’Esposizione Universale del 1851, struttura simbolica poi distrutta da un incendio nel 1936.
Tra alti e bassi: una storia altalenante
Nel corso dei decenni, le “Eagles” hanno vissuto continui saliscendi. Uno dei momenti più significativi arriva nella stagione 1989/90, quando il Palace raggiunge la finale di FA Cup, poi persa al replay contro il Manchester United di Alex Ferguson.
In quegli anni il protagonista è Ian Wright, attaccante simbolo che contribuirà a portare il club sotto i riflettori prima di trasferirsi all’Arsenal F.C.. Da lì in avanti, il Palace alterna promozioni e retrocessioni, con qualche parentesi italiana come quella di Attilio Lombardo.
Dalla salvezza alla rivoluzione Glasner
Il ritorno stabile in Premier League nel 2013 segna l’inizio di una lunga fase di consolidamento. Il club resta competitivo senza mai compiere il salto definitivo, nonostante momenti memorabili come il 3-3 contro il Liverpool F.C., che compromise il titolo dei Reds.
Per anni il volto della squadra è stato Roy Hodgson, mentre in campo brillava Wilfried Zaha. La vera svolta arriva però nel febbraio 2024 con Glasner, già vincitore dell’Europa League con l’Eintracht Frankfurt. Il tecnico austriaco introduce il 3-4-2-1, valorizzando al massimo il talento offensivo.
Il picco: trofei e sogni realizzati
La stagione 2024/25 diventa storica. Dopo un avvio complicato, il Palace cambia marcia e conquista la FA Cup battendo il Manchester City a Wembley. È il primo trofeo importante nella storia del club. Pochi mesi dopo arriva anche il Community Shield, vinto contro il Liverpool.
Un doppio trionfo che segna l’apice dell’era Glasner e accende definitivamente l’entusiasmo dei tifosi.
Un presente instabile
Nonostante i successi, la stagione successiva è più complicata. Le cessioni di giocatori chiave come Eberechi Eze e Marc Guehi, unite a un mercato non all’altezza, incidono sul rendimento. Il Palace resta a metà classifica e Glasner annuncia l’addio a fine stagione.
Anche in Europa il percorso non è stato lineare: qualificazione sofferta e prestazioni altalenanti, confermando una certa discontinuità.
Identità tattica
Il sistema di gioco resta il 3-4-2-1: squadra compatta, pressing intelligente e grande capacità di recuperare palloni. Una volta riconquistata la sfera, il Palace attacca in verticale con rapidità, sfruttando esterni dinamici e un centravanti fisico capace di dialogare con i trequartisti.
Non è una squadra dominante nel possesso, ma estremamente pericolosa negli spazi, soprattutto contro avversari di alto livello.
I protagonisti
Tra i pali c’è Dean Henderson, affidabile anche sui rigori. In difesa spiccano Maxence Lacroix e Chris Richards.
A centrocampo il talento più brillante è Adam Wharton, regista moderno e completo. Sulle fasce corre Daniel Munoz, mentre in avanti le soluzioni sono molte: Ismaila Sarr, Brennan Johnson e Evan Guessand.
Il riferimento offensivo resta Jean-Philippe Mateta, centravanti potente e abile nel gioco di squadra, affiancato dal nuovo arrivato Jorgen Strand Larsen, assente però all’andata per squalifica.
Un ambiente caldo e particolare
La sfida si giocherà a Selhurst Park, stadio storico nel quartiere di Croydon. Nonostante la capienza ridotta, l’atmosfera è intensa grazie anche agli “Holmesdale Fanatics”, gruppo organizzato che rende unico il tifo del Palace nel panorama inglese.
La sfida per la Fiorentina
Al netto delle difficoltà recenti, il Crystal Palace resta una squadra ricca di qualità e imprevedibilità. Per la Fiorentina sarà un banco di prova importante: servirà una prestazione di alto livello per superare un avversario capace di esaltarsi proprio nelle grandi occasioni.
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