Agli Uffizi scatta l’allerta sicurezza dopo i recenti episodi che hanno colpito importanti istituzioni culturali europee. Nel Tunnel del Vento, passaggio tra il Giardino di Boboli e Palazzo Pitti, una grande porta che conduceva a uno scalone monumentale è stata chiusa con assi di compensato. Una misura simbolo di una strategia più ampia adottata dalle Gallerie per proteggere il museo da possibili rischi.
Le decisioni arrivano sulla scia del clamoroso furto al Louvre di Parigi e dell’attacco hacker subito dagli Uffizi a inizio febbraio. Per questo motivo, i vertici del museo hanno disposto la chiusura delle aree considerate più vulnerabili, utilizzando materiali provvisori come legno e mattoni, e potenziando al contempo vigilanza e sistemi di videosorveglianza.
Dalla direzione precisano che gli interventi non sono stati presi in autonomia, ma concordati con Prefettura, Questura e forze dell’ordine, in attesa di un piano di sicurezza più strutturato che sarà discusso nei prossimi giorni.
Tuttavia, queste misure emergenziali hanno sollevato critiche da parte dei sindacati. Le organizzazioni dei lavoratori contestano soprattutto il metodo: le chiusure sarebbero state realizzate prima di definire un aggiornamento del piano antincendio e delle vie di fuga. Una scelta che, secondo i rappresentanti sindacali, rischia di compromettere la sicurezza di dipendenti e visitatori.
Le perplessità trovano riscontro anche nella disposizione degli spazi. Nella Galleria di Arte Moderna, ad esempio, alcuni accessi risultano chiusi da tempo, lasciando di fatto un solo punto di entrata e uscita. Nonostante la presenza di estintori, mancano indicazioni chiare sui percorsi di evacuazione, e le mappe disponibili non tengono conto delle recenti modifiche.
Situazioni simili si registrano anche nel Corridoio Vasariano e in alcune sale dedicate a Botticelli, dove porte chiuse e lavori in corso contribuiscono a creare confusione. In caso di emergenza, la mancata corrispondenza tra mappe e percorsi reali potrebbe rappresentare un problema concreto.
Il nodo più delicato riguarda però i depositi della Galleria delle Statue e delle Pitture, dove è stato murato un accesso importante. Secondo fonti interne, ciò potrebbe rendere più difficoltosa la movimentazione delle opere di grandi dimensioni. La direzione smentisce criticità, ma alcuni provvedimenti organizzativi — come la limitazione dell’accesso ai depositi e lo spostamento del personale — indicano una situazione ancora in fase di assestamento.
Nel complesso, la linea adottata dagli Uffizi evidenzia una tensione tra esigenze di tutela del patrimonio e garanzie di sicurezza operativa. In attesa di un piano definitivo, le misure temporanee stanno già producendo effetti concreti, tra disagi logistici e un acceso confronto con i lavoratori.
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