Il tribunale di Firenze: gli spazi a uso pubblico non possono essere concessi in esclusiva a privati

Il tribunale di Firenze ha dichiarato nullo il contratto di affitto per un chiosco sotto i portici di Piazza della Repubblica, condannando il condominio a restituire oltre 100mila euro al commerciante che per anni aveva pagato il canone.

La vicenda riguarda uno spazio nel centro storico utilizzato per la vendita di fiori: per oltre dieci anni l’esercente ha versato circa 1.200 euro al mese al condominio proprietario, oltre a circa 3.000 euro l’anno al Comune per la concessione dell’occupazione di suolo pubblico.

Secondo il giudice, però, quel doppio titolo non è valido. I portici, anche se di proprietà privata, sono soggetti a uso pubblico e devono restare accessibili alla collettività. Questo vincolo limita fortemente i diritti del proprietario, impedendogli di concedere lo spazio in uso esclusivo a un singolo soggetto dietro pagamento.

Per questo il contratto è stato considerato nullo “come se non fosse mai esistito”, con la conseguente obbligazione di restituire tutte le somme incassate nel tempo.

La sentenza ribadisce un principio chiaro: nei beni privati gravati da uso pubblico, l’interesse collettivo prevale su quello economico del proprietario, e non possono essere stipulati accordi tra privati che limitino tale uso.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies