Per il giudice l’alloggio è parte del contratto di lavoro: respinta la richiesta di rilascio dell’immobile nel centro storico

Nel cuore del centro storico di Firenze, tra piazza della Repubblica e piazza della Signoria, una portiera di 74 anni potrà restare nell’alloggio dove vive da quasi vent’anni all’interno del palazzo in cui lavora.

La vicenda riguarda un appartamento situato in un edificio di Borgo degli Albizi, utilizzato dalla donna come parte del suo contratto di lavoro firmato nel 2009. L’alloggio, infatti, non era una concessione informale ma un elemento previsto dall’inquadramento professionale.

Dopo il passaggio di proprietà dell’immobile per eredità, la nuova proprietaria aveva chiesto lo sgombero sostenendo che l’occupazione fosse senza titolo, avviando una causa per rilascio. Il procedimento, durato circa un anno, ha messo sotto forte pressione la lavoratrice, che rischiava di perdere la casa.

Il tribunale ha però respinto la richiesta, stabilendo che il diritto all’alloggio è strettamente legato al rapporto di lavoro ancora in corso. Finché l’impiego di portiera resta attivo, anche l’utilizzo dell’abitazione è legittimo, indipendentemente dai cambi di proprietà dell’immobile.

La decisione sottolinea come i servizi condominiali e le relative condizioni contrattuali restino vincolanti anche nei confronti dei nuovi proprietari, che subentrano nei diritti ma anche negli obblighi esistenti.

Per la legale della donna, la sentenza chiude un periodo difficile e conferma la legittimità della permanenza nell’alloggio, riconoscendo il valore del legame tra lavoro e abitazione nel contesto condominiale. Lo riporta la Nazione. 

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