La procura ipotizza anche la morte del padre e della badante per eredità e polizze assicurative, riesumazioni e rogatorie in corso

Si allarga l’inchiesta della procura di Firenze sul caso che vede coinvolto Emiliano Milza, ex chef di 50 anni già in carcere da gennaio insieme a Simona Hirsch con l’accusa di omicidio in concorso della compagna Franka Ludwig, trovata morta nel luglio scorso nei pressi di Castagno d’Andrea.

Le nuove contestazioni riguardano altri due decessi: quello del padre dell’indagato, avvenuto nel 2022, e quello di una badante peruviana di 40 anni. Secondo l’accusa, entrambi gli omicidi sarebbero stati messi in atto con modalità simili, attraverso la somministrazione occulta di farmaci ipnotici mescolati a cibo e bevande.

Nel caso del padre, l’ipotesi è che l’uomo sia stato progressivamente indebolito fino al decesso, presumibilmente per ottenere un vantaggio sul patrimonio familiare. Il corpo sarà riesumato per ulteriori accertamenti, su disposizione della procura.

Per la badante, invece, gli inquirenti ipotizzano un movente economico legato a una polizza assicurativa da circa 200mila euro. La donna, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stata convinta a stipulare l’assicurazione poco prima della morte, con la promessa che il denaro sarebbe stato destinato ai figli in Perù.

Sono in corso accertamenti tecnici e una rogatoria internazionale per chiarire le circostanze del decesso della donna, sepolta nel Paese d’origine.

L’indagato, difeso dagli avvocati Vittorio Sgromo e Cristiano Calussi, è accusato di omicidio volontario aggravato e frode assicurativa. Le nuove contestazioni si aggiungono a quelle già aperte per il caso Ludwig, rendendo l’inchiesta sempre più complessa e articolata. Lo scrive la Nazione. 

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