A più di trent’anni dall’attentato di via dei Georgofili a Firenze, il tribunale ha riconosciuto il diritto al vitalizio previsto per le vittime del terrorismo a una parente stretta delle persone uccise nella strage del 27 maggio 1993, attribuendo lo status giuridico di evento di matrice terroristica.
Nell’attentato, organizzato da Cosa Nostra come parte della strategia di pressione contro lo Stato, persero la vita Fabrizio Nencioni, la moglie Angela Fiume e le loro figlie Nadia e Caterina, oltre ad altre vittime, in seguito all’esplosione di un’autobomba nei pressi degli Uffizi.
La decisione arriva dopo una causa in cui è stato accertato che la richiedente, pur non essendo rimasta ferita fisicamente, ha sviluppato negli anni una grave patologia psicologica collegata all’evento. Una consulenza tecnica ha stabilito un’invalidità permanente del 27%, superiore alla soglia del 25% prevista dalla legge del 2004.
Il tribunale ha quindi condannato il Ministero dell’Interno al pagamento di un assegno vitalizio mensile, con decorrenza dal 2024 e arretrati inclusi. La sentenza ribadisce il riconoscimento della natura terroristica della strage e apre alla tutela economica per i familiari che, anche a distanza di decenni, riportano conseguenze cliniche legate all’attentato. Lo scrive la Nazione.
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