E' un marocchino che deve anche scontare una pena defitiniva. Ai carabinieri ha dato l'alias

Arrestato quasi 10 anni dopo l'ordinanza di custodia cautelare in carcere che lo colpiva, il latitante marocchino Afit Tfah, oggi 45 anni, cui vengono attribuite otto rapine compiute a Prato tra il giugno 2015 e il febbraio 2016. Lo hanno individuato i carabinieri in viale Vittorio Veneto, zona che negli ultimi tempi è diventato luogo di crimini e quindi viene vigilata in modo particolare dalle forze dell'ordine. Mostrava un laccio al collo con delle forbici appese e quando ha visto una pattuglia ha dato segni di nervoso. I carabinieri gli hanno chiesto i documenti ma si è qualificato con le false generalità di Afid Touffhi. Poiché c'era un vecchio fotosegnalamento, è stato scoperto e lo hanno portato in carcere.
     
L'ordinanza di custodia in carcere fu emessa dal gip il 7 giugno 2016. Le rapine, fatte insieme a complici e con l'uso di armi, riguardarono una tabaccheria (5 giugno 2015); due farmacie (la comunale 2 e un'altra, lo stesso giorno 9 giugno 2015); l'ufficio postale 'Prato 5' il 27 luglio 2015; l'ufficio postale 'Prato 12' il 30 luglio 2015; un supermercato il 13 febbraio 2016; l'ufficio postale di via dell'Olmo il 24 febbraio 2016. Gli è attribuito anche il furto di un'auto Fiat Uno il 28 agosto 2015.

      
Nei confrotni dello stesso marocchino è stato emesso un ordine di esecuzione per una pena di 2 anni 2 mesi 13 giorni - più l'espulsione dall'Italia - riguardo a quattro condanne definitive: per furto (due fatti, il 7 dicembre e il 12 agosto 2014); lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale (8 dicembre 2013); detenzione e spaccio di droga (2009).
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies