Accertato un disturbo psicotico familiare condiviso: i fratelli Paolieri incapaci al momento dei fatti

Secondo la relazione dello psichiatra Rolando Paterniti, i fratelli Massimo e Beatrice Paolieri, indagati per omissione di soccorso e occultamento di cadavere, non erano in grado di intendere e di volere al momento dei fatti. Il caso riguarda la morte di Lorenzo Paolieri, i cui resti sono stati trovati in un baule nella villetta di famiglia alla Madonnina, a Campi Bisenzio.

La perizia, richiesta dalla procura e coordinata dal pm Lorenzo Boscagli, descrive nei due indagati un “disturbo psicotico condiviso” (folie à deux), caratterizzato da deliri persecutori sviluppati all’interno del nucleo familiare. Questa condizione, secondo l’esperto, avrebbe compromesso totalmente la capacità di comprendere e autodeterminarsi, con Massimo in posizione secondaria rispetto alle dinamiche familiari e Beatrice come figura più influente.

L’indagine ipotizza che Lorenzo, giovane con vita isolata e condizioni assimilabili a un ritiro sociale estremo, non abbia ricevuto adeguate cure e sia deceduto tra il 2023 e il 2024. Il corpo sarebbe stato poi occultato nello stanzino della casa di famiglia. L’autopsia non ha rilevato segni di violenza, escludendo l’omicidio, ma lasciando incerta la causa esatta della morte.

La perizia segnala inoltre una pericolosità sociale attenuata e riconosce la capacità dei due fratelli di partecipare al processo, seppur con limiti legati al quadro psicopatologico. Nei prossimi giorni sono previsti l’incidente probatorio e la nomina dell’amministratore di sostegno. Lo scrive la Nazione. 

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