Corte d'assise di Firenze esaminerà il conducente del bus come teste

Sarà ascoltato come testimone il prossimo 18 maggio il conducente del bus su cui tentò di rifugiarsi Maati Moubakir, il 17enne inseguito e ucciso dal branco dopo la discoteca - compiendo pure errore di persona - la notte del 29 dicembre 2024 a Campi Bisenzio (Firenze). Lo ha stabilito la corte d'assise di Firenze all'udienza odierna in aula bunker.
   
L'autista era stato indagato per omissione di soccorso. Secondo il pm Antonio Natale, egli, pur notando attraverso le telecamere a bordo del bus della situazione di pericolo in cui era Maati, si allontanò col mezzo senza chiamare il 112 Nue né prestando soccorso al ragazzo. Era stata la stessa procura, proponendo una sanzione di 3.600 euro, a chiedere al gip di emettere un decreto penale di condanna. L'istanza è stata accolta e, in assenza di opposizioni, la condanna è diventata definitiva. Chiuso il procedimento a suo carico, il conducente del trasporto pubblico potrà essere ascoltato in veste di testimone su quanto avvenuto quella notte.

    
Per la morte di Maaati Moubakir ci sono cinque giovani a processo: Diego Voza, 18 anni; Denis Alexander Effa Ekani, 22 anni; Denis Mehmeti, 20 anni; Ismail Arouii, 20 anni; Francesco Pratesi, 18 anni. Per tutti l'accusa è di concorso in omicidio volontario aggravato dall'aver agito per futili motivi e con crudeltà, per la particolare efferatezza dell'azione criminosa e la giovanissima età degli indagati.
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