L’ex patron viola chiede un maxi risarcimento per l’esclusione del club dalla Serie B 2002/2003, ma i giudici respingono tutto: nessun diritto a chiedere danni

Vittorio Cecchi Gori ha chiesto un risarcimento di circa 300 milioni di euro alla FIGC per i danni economici ed esistenziali legati all’esclusione della Fiorentina dal campionato di Serie B 2002/2003, avvenuta nel contesto del fallimento del club.

Secondo la sua ricostruzione, la decisione avrebbe comportato un’ingiusta penalizzazione e una sorta di “espropriazione di fatto” del titolo sportivo, con gravi conseguenze patrimoniali. La vicenda affonda le radici nel crac della società calcistica, avvenuto nel 2002 a causa di un pesante indebitamento accumulato durante la sua gestione.

Tuttavia, sia in sede civile sia amministrativa, la richiesta è stata respinta. Il Consiglio di Stato ha stabilito che Cecchi Gori non ha legittimazione diretta a chiedere il risarcimento, poiché il danno riguarderebbe la società fallita e non lui personalmente.

Per i giudici, inoltre, il legame tra l’ex patron e la società è troppo indiretto per fondare una richiesta di questo tipo. Anche la difesa della Figc ha sostenuto che non vi fosse alcun presupposto giuridico per il risarcimento.

La vicenda, lunga oltre vent’anni, si chiude quindi con un nuovo rigetto per Cecchi Gori, proprio nel giorno del suo 84° compleanno, senza il risultato sperato. Lo scrive la Nazione. 

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