Il 7 maggio sciopero negli istituti tecnici per la 'controriforma'

"Profonda preoccupazione riguardo all'organico regionale dei docenti e sulla sua distribuzione nelle province" è stato espresso, in una nota, dalla Flc Cgil Toscana.
     
"Si registra infatti un taglio di dieci cattedre sui posti comuni che, pur apparendo basso rispetto a quello di 375 cattedre dello scorso anno scolastico, tuttavia ha un'importante ricaduta sui territori - ha detto il segretario generale Flc Cgil Toscana Pasquale Cuomo -. A questa contrazione si somma una perdita di ulteriori 93 cattedre di potenziamento. Non ci consola neanche l'aumento di soltanto otto cattedre sul sostegno, un dato che rivela l'ulteriore aumento dei supplenti in questo settore molto complesso e delicato. Infine, sono state eliminate molte cattedre di italiano per stranieri, a dimostrazione dell'orientamento escludente dell'attuale Ministero". Riguardo all'organico Ata, ha sottolineato Cuomo: "ancora non abbiamo i dati, ma sappiamo che calerà, sia perché le vecchie tabelle ministeriali lo legano al numero degli studenti per scuola (in calo), sia perché ci sarà un taglio di 2.174 collaboratori scolastici a livello nazionale. La scuola toscana paga il suo tributo al patto di stabilità europeo firmato da questo governo".

"A questi dati negativi, si aggiunge la controriforma degli Istituti tecnici, dove si modificano i quadri orari delle materie di base a vantaggio di una cosiddetta area di indirizzo flessibile, che vedrà le imprese del territorio sostituire i docenti - ha continuato -. Si tratta di una manovra che cambierà radicalmente l'istruzione tecnica per come l'abbiamo conosciuta, comportando un'enorme perdita culturale, che rispecchia in pieno l'obiettivo classista e aziendalista della manovra governativa". E per giovedì 7 maggio la Flc Cgil ha proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori degli istituti tecnici. "Lavoriamo perciò per un'astensione elevata nelle scuole, per promuovere presidi e manifestazioni per il 7 maggio e per far ritirare questa riforma aziendalista e classista e, perciò, antidemocratica", ha concluso Cuomo
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